(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Riforma dello Statuto e fauna selvatica: forte preoccupazione per i nuovi poteri alle Province autonome.
La riforma dello Statuto di Autonomia del Trentino-Alto Adige, approvata definitivamente dal Senato, introduce un cambiamento profondo nella gestione della fauna selvatica, attribuendo alle Province autonome nuove competenze sulla “tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di interesse provinciale, compresa la gestione della fauna selvatica” e conferendo ai presidenti delle Province poteri di pubblica sicurezza in questa materia.
Una scelta che solleva forti preoccupazioni sul futuro della tutela di specie protette e delicate come orsi e lupi, soprattutto alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni nel nostro territorio, dove si è assistito a ordinanze di abbattimento nei confronti dei grandi carnivori, spesso accompagnate da un clima politico e mediatico fortemente ostile.
Negli ultimi anni provvedimenti di abbattimento sono stati contestati davanti alla giustizia amministrativa perché ritenuti sproporzionati, privi di adeguate basi tecnico-scientifiche o adottati senza aver perseguito fino in fondo soluzioni alternative. Il timore è che la nuova riforma possa accentuare ulteriormente un approccio emergenziale e politico alla gestione della fauna selvatica, riducendo il peso delle valutazioni scientifiche nazionali e favorendo decisioni sempre più influenzate dal consenso locale e dalla pressione dell’opinione pubblica.
Le recenti dichiarazioni istituzionali che prospettano un ridimensionamento del ruolo di ISPRA e una maggiore autonomia decisionale delle Province sugli interventi nei confronti dei grandi carnivori confermano un indirizzo che rischia di indebolire il sistema di garanzie costruito negli anni a tutela della biodiversità.
Orsi e lupi non possono essere trasformati in un bersaglio permanente della politica né trattati esclusivamente come un problema di ordine pubblico. Si tratta di specie fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi, rigorosamente protette dalle normative europee e centrali per la conservazione della biodiversità alpina.
La sicurezza delle persone e delle attività economiche deve certamente essere garantita, ma attraverso strumenti efficaci di prevenzione, monitoraggio, informazione e gestione scientifica, non facendo degli abbattimenti la risposta ordinaria ai conflitti con la fauna selvatica.
Delegare integralmente la gestione dei grandi carnivori a territori che da anni chiedono deroghe alle tutele, abbattimenti e maggiore libertà di intervento rischia di compromettere seriamente il delicato equilibrio tra convivenza, conservazione ambientale e rispetto delle normative europee. La tutela della fauna selvatica deve rimanere una responsabilità fondata su criteri scientifici, coordinamento nazionale ed europeo e visione ecologica di lungo periodo, non su logiche emergenziali o elettorali.
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Lucia Coppola
Consiglio Provincia autonoma Trento (Avs – Alleanza Verdi e Sinistra)
