Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle è sceso in piazza per denunciare le gravi criticità contenute nel disegno di legge sulla caccia, definito dalle senatrici pentastellate un vero e proprio scempio che viola i diritti costituzionali e le direttive europee in materia di tutela ambientale e biodiversità.
Le esponenti del M5S hanno evidenziato come il provvedimento esponga l’Italia a inevitabili procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea. A conferma di ciò, la Commissione europea ha inviato una lettera ufficiale al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, comunicazione che sarebbe stata tenuta nascosta dalla maggioranza per diversi mesi.
Secondo le senatrici Dolores Bevilacqua, Sabrina Licheri, Gabriella Di Girolamo, Gisella Naturale ed Elena Sironi, l’alert europeo solleva questioni gravissime che rappresentano un punto di non ritorno nella battaglia per la tutela della biodiversità e la conservazione del patrimonio naturale italiano.
Il governo viene accusato di puntare a una totale deregulation in materia venatoria, con un disegno di legge che di fatto rappresenterebbe una licenza a uccidere. Il M5S ha assicurato che non permetterà il compimento di questo scempio e ha annunciato una ferma opposizione al provvedimento.
L’attività emendativa del movimento si è sviluppata seguendo le stesse criticità evidenziate dalla Commissione europea, nel tentativo di correggere quello che viene definito un provvedimento assurdo. La lettera delle istituzioni europee, al contrario di quanto sostenuto dalla maggioranza che l’ha bollata come “inopportuna”, viene considerata dai pentastellati uno scudo legale fondamentale per proseguire la battaglia.
Per questi motivi, il Movimento 5 Stelle si è appellato al Presidente della Repubblica, sottolineando come l’eventuale approvazione del testo nella sua forma attuale comporterebbe non solo l’esposizione dell’Italia a onerose procedure di infrazione, ma anche la violazione di principi fondamentali tutelati dalla Costituzione italiana.
La protesta è stata portata fuori dalle aule parlamentari attraverso una conferenza stampa e un flash mob organizzati insieme alle principali associazioni ambientaliste e animaliste, tra cui Lac, Lipu, Enpa, Lav e WWF Italia. L’obiettivo è denunciare pubblicamente quanto sta accadendo e l’arroganza con cui la maggioranza starebbe tutelando gli interessi della lobby della caccia a scapito dei cittadini italiani.
Le senatrici hanno concluso ribadendo l’impegno a continuare la battaglia in tutte le sedi istituzionali possibili per fermare l’iter di quello che definiscono un provvedimento folle, sostenendo che si tratti dell’ultima cosa di cui l’Italia abbia bisogno in questo momento.
