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FIMMG TRENTINO * SANITÀ: DI GIANNANTONIO, «COPERTO SOLO IL 3% DELLE CARENZE DEI MEDICI DI FAMIGLIA, ALLA MEDICINA GENERALE VA IL 3% DEL BILANCIO SANITARIO»

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19.39 - domenica 10 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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FIMMG TRENTINO: “SE SOLO IL 3% DELLE CARENZE DEI MEDICI DI FAMIGLIA VIENE COPERTO, FORSE È PERCHÉ ALLA MEDICINA GENERALE ARRIVA SOLO IL 3% DEL BILANCIO SANITARIO”.

Solo il 3% delle zone carenti è stato coperto? Questo accade se solo poco più del 3% delle risorse del bilancio sanitario provinciale sono dedicate alla medicina generale convenzionata. Un dato che impone una riflessione seria sulle priorità di investimento degli ultimi anni. Le Case della Comunità (CdC) non sono state costruite né per né con i medici di medicina generale.

Basti pensare alla prossima inaugurazione della Casa della Comunità di Trento Nord, dove sarebbero previsti soltanto tre studi destinati ai medici di medicina generale a fronte di un bacino territoriale che coinvolge almeno trenta medici di famiglia mai coinvolti.

Le soluzioni per abitare le CdC comunque esistono già. Lo stesso ACN oggi permette ai medici neoconvenzionati di partecipare alle attività delle CdC ed estende questa facoltà ai medici non transitati al nuovo ruolo, su base volontaria. Non servono rivoluzioni ideologiche o stravolgimenti della natura fiduciaria del rapporto medico-paziente; occorre sedersi a un tavolo, applicare gli accordi esistenti e rinnovarli, investire risorse adeguate.
Allo stesso modo, l’Accordo Provinciale prevede già la possibilità di riorganizzare parte dell’attività di continuità assistenziale, attraverso modelli H16 che potrebbero liberare risorse da destinare proprio alle Case della Comunità, migliorando appropriatezza e outcome assistenziali. Anche questa possibilità, tuttavia, risulta disattesa.

La vera domanda quindi è semplice: il problema è davvero la forma contrattuale della medicina generale o, piuttosto, il modo in cui non si stanno applicando strumenti e modelli già disponibili?

Le prime esperienze di integrazione stanno funzionando anche in Trentino. Se si continua a procedere senza reale coinvolgimento della classe medica, il rischio concreto è quello di creare una frattura profonda con i professionisti e di allontanare sempre più giovani medici da una professione che resta una delle colonne portanti del Servizio Sanitario Nazionale.

FIMMG Trentino ribadisce lo stato di agitazione invitando Fugatti e Tonina ed il Dipartimento Salute ad esercitare la propria attività politica e tecnica in Conferenza Stato Regioni a favore della medicina generale e dei cittadini, spostando l’impostazione da un modello imposto ed inviso ad un metodo di confronto con medici e cittadini per la costruzione di modelli organizzativi moderni, attuativi del PNRR, compatibili con le aree periferiche e montane della Provincia autonoma di Trento. Altrimenti il 3% sarà considerato un successo. E comunque siamo benvenuto ai due nuovi Colleghi: se non viene stravolto dalla politica il nostro è il lavoro più bello del mondo ed i cittadini ci sono vicini!

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Il Segretario Provinciale generale Fimmg Trentino Valerio Di Giannantonio

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