(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Come Referente del Dipartimento Disabilità di Fratelli d’Italia per il Trentino-Alto Adige, condanno con fermezza le parole pronunciate da Massimo Giannini nel corso della trasmissione “DiMartedì” andata in onda su La7 .
Pur di attaccare l’attuale esecutivo, Giannini ha abbandonato il terreno della politica per scivolare in qualcosa di molto più grave: l’umiliazione di chi vive una condizione di fragilità.
Nel voler svilire la stabilità conquistata dal governo Meloni, lo stesso giornalista, ha scelto parole che non possono essere liquidate con indifferenza.: “La longevità è sicuramente un pregio, ma è condizione non sufficiente per fare un buon governo. È come un essere umano, siamo tutti contenti se un essere umano vive fino a cento, centodieci anni, ma bisogna vedere in che condizioni ci arriva. Se passa gli ultimi venti anni della sua esistenza immobile, su una sedia a rotelle a non fare nulla, è inutile che sia vissuto così tanto”.
“inutile che sia vissuto così tanto”. Una frase durissima, costruita attorno all’immagine di una persona non autonoma, immobile, su una sedia a rotelle. Usata come sinonimo di esistenza senza valore.
Possibile che per criticare un governo serva evocare la vita di una persona con disabilità, di un anziano, come esempio di quella che – secondo alcuni – sarebbe una politica fallimentare? Questa non è critica. È qualcosa di più.
Nel mio lavoro quotidiano incontro persone con disabilità, le loro famiglie, gli operatori che ogni giorno si battono perché queste persone vengano riconosciute per ciò che sono: cittadini, lavoratori, atleti, genitori. Persone con talenti, con progetti, con una vita che vale quanto quella di chiunque altro. Le parole di Giannini cancellano tutto questo con un’equazione brutale: sedia a rotelle uguale inutilità.
In una terra come la nostra, dove il confronto con realtà associative, cooperative sociali e servizi territoriali è quotidiano e radicato, sappiamo bene cosa significa costruire inclusione reale. Non con le parole, ma con il lavoro.
Quelle di Giannini vanno nella direzione opposta: demoliscono, in pochi secondi di televisione, ciò che centinaia di operatori costruiscono ogni giorno.
Spiace constatare che né il conduttore Giovanni Floris né alcun ospite presente in studio ha ritenuto di contestare o ridimensionare le affermazioni pronunciate, lasciandole passare senza obiezione dinanzi al pubblico televisivo e a quello in studio, che anzi, ha tributato applausi. Tale circostanza è significativa e non può essere ignorata.
Viene naturale allora, porsi una domanda: se quella stessa frase fosse stata pronunciata da un esponente del centrodestra, o da un giornalista fuori dall’orbita progressista, quale sarebbe stata la reazione?
In questo caso invece, si sceglie il silenzio. Un silenzio che non è neutro — è una forma di copertura, di complicità passiva. Si lascia scorrere, si abbassa il volume, si cambia argomento. E così una frase gravissima, che avrebbe scatenato settimane di dibattito se pronunciata da una voce di centrodestra, viene semplicemente assorbita e dimenticata.
La dignità delle persone con disabilità non è una variabile dipendente dagli equilibri del dibattito pubblico. Non è un valore da invocare quando torna utile e da accantonare quando risulta scomodo. È un principio fondamentale, sancito dalla Costituzione della Repubblica e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Su questo non esistono zone grigie. Su questo non si fa politica. Su questo — da qualunque parte si stia — o si è coerenti, sempre, oppure non si è credibili mai.
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Luca Casagrande
Referente Regionale Dipartimento Disabilità Fratelli d’Italia Trentino
