Di Luca Franceschi
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Rifondazione Comunista ha atteso di ascoltare direttamente dalla voce dei due attivisti della Global Sumud Flotilla, Thiago Avila e Saif Abu Keshek, prima di dare credito all’annuncio di liberazione diffuso dal governo israeliano. Il partito ha denunciato il sequestro di 175 persone in acque internazionali, trattenute per 40 ore, con particolare preoccupazione per i due militanti: il brasiliano Avila e lo spagnolo di origine palestinese Abu Keshek, successivamente condotti in carcere dove la loro detenzione si è protratta fino ai giorni recenti.
La liberazione dei due attivisti è stata ottenuta grazie alle mobilitazioni internazionali e alle prese di posizione ufficiali dei governi di Spagna e Brasile. Determinante è stata anche la loro resistenza alle violenze e ai maltrattamenti fisici e psicologici inflitti, peraltro senza che fossero mai prodotte prove a sostegno delle accuse mosse contro di loro. Lo sciopero della fame intrapreso dai due ha rappresentato un ulteriore strumento di pressione per conseguire la loro libertà.
Rifondazione sottolinea come il governo italiano abbia mantenuto un silenzio imbarazzante, interrotto soltanto da timidi balbettii, considerato che la nave su cui è avvenuto il sequestro batteva bandiera italiana. Analogamente criticate sono l’assenza di una posizione ferma della Commissione Europea. Tali comportamenti sono ritenuti inaccettabili di fronte a quello che viene qualificato come un atto di terrorismo internazionale perpetrato in acque prossime a un paese europeo.
Il partito rivendica la necessità della sospensione delle relazioni diplomatiche ed economiche con il governo israeliano quale conseguenza dovuta e sottolinea che un crimine di tale portata non può rimanere impunito: gli autori e i mandanti devono essere sottoposti a processo.
L’attenzione si estende anche alla situazione carceraria in Israele, dove almeno diecimila detenuti politici palestinesi rimangono reclusi. Tra questi figura Marwan Barghouti. Rifondazione invita le organizzazioni internazionali a farsi portavoce delle istanze provenienti dai movimenti contro la guerra al fine di ottenere la liberazione di questi prigionieri.
Il partito esprime gratitudine nei confronti di Thiago Avila, Saif Abu Keshek e di tutti coloro che, sia in mare che sulla terra, si sono mobilitati insieme alla Flotilla, sottolineando come l’impegno nella lotta per i diritti umani rappresenti una responsabilità collettiva in cui tutti sono equipaggio.
