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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «BDM, TURCO (M5S): NO A SPEZZATINO BANCA, GOVERNO CHIARISCA»

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11.45 - sabato 9 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Il Vicepresidente del Movimento 5 Stelle, senatore Mario Turco, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, ha espresso forte preoccupazione per le notizie e le indiscrezioni emerse sul futuro dell’ex Banca popolare di Bari. Secondo l’esponente pentastellato, il Mezzogiorno rischia di essere ridotto a un semplice mercato di sportelli bancari da spartire nel contesto dell’attuale risiko bancario nazionale.

Sta prendendo forma uno scenario preoccupante in cui prevale l’interesse per singole filiali, reti commerciali e quote di mercato, mentre manca totalmente chiarezza sul futuro industriale della banca. Non c’è trasparenza sul ruolo strategico del credito territoriale né sulle prospettive del sistema bancario nel Sud Italia.

Il senatore Turco ha sottolineato con fermezza che Banca del Mezzogiorno non può essere smontata pezzo per pezzo. La perdita di una banca territoriale, ha spiegato, non significa soltanto la chiusura di sportelli: comporta la perdita di capacità di erogazione del credito per famiglie e piccole e medie imprese, la rottura del rapporto con il tessuto produttivo locale e il venir meno di un presidio economico e di legalità sui territori, con il concreto rischio di perdita di numerosi posti di lavoro.

Il Vicepresidente M5S ha ricordato che il salvataggio pubblico della Popolare di Bari è stato realizzato durante il Governo Conte II attraverso Medio Credito Centrale. Sarebbe quindi gravissimo, ha affermato, assistere oggi a uno spezzatino della banca guidato esclusivamente da logiche speculative, finanziarie e di breve periodo.

È necessario invece difendere l’occupazione, le competenze professionali e il presidio territoriale del credito. Occorre costruire una visione industriale capace di rafforzare il ruolo di MCC e BdM come strumenti di sostegno agli investimenti produttivi, alle PMI e allo sviluppo del Mezzogiorno.

Turco ha lanciato un monito al Governo: se l’intenzione è procedere all’ennesima privatizzazione per fare cassa nel tentativo, finora fallito, di ridurre il debito pubblico, allora è necessario individuare un soggetto realmente interessato a rilanciare industrialmente la banca e il suo ruolo nel territorio. In caso contrario, è meglio fermarsi. Le privatizzazioni ad ogni costo, ha ricordato il senatore, hanno già prodotto danni ben noti.

Destano inoltre preoccupazione le indiscrezioni relative a possibili operazioni di valorizzazione e dismissione di asset immobiliari della banca. Anche su questo fronte serve massima trasparenza, evitando di svendere importanti asset immobiliari e mobiliari in assenza di una visione industriale complessiva.

Nel pieno della concentrazione bancaria italiana, il Sud rischia di perdere ulteriormente autonomia finanziaria e capacità di sostegno all’economia reale. Serve invece una strategia bancaria che rimetta al centro investimenti produttivi, imprese, lavoro e sviluppo territoriale, non l’ennesima operazione finanziaria costruita sullo smembramento di una banca del Mezzogiorno.

Per questi motivi, il senatore Turco ha annunciato il deposito di un’interrogazione parlamentare al Governo per ottenere i necessari chiarimenti sulla questione.

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