Di Luca Franceschi
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La vittoria elettorale di Péter Magyar in Ungheria aveva generato grande entusiasmo nella sinistra italiana, vista come un possibile segnale di cambiamento politico per l’Europa. Tuttavia, questo entusiasmo si è dimostrato di breve durata, smentito dai fatti che hanno seguito le elezioni ungheresi.
Magyar aveva inizialmente annunciato che i suoi primi spostamenti da premier sarebbero stati diretti a Varsavia, Vienna e Bruxelles. La realtà ha preso una piega completamente diversa. La prima visita istituzionale del nuovo premier ungherese, effettuata addirittura prima del giuramento previsto per il 9 maggio, è stata indirizzata a Roma presso il Palazzo Chigi, dove ha incontrato Giorgia Meloni.
Nel corso di questo incontro cruciale, Magyar ha dichiarato pubblicamente che l’Italia e l’Ungheria condividono medesime posizioni su questioni fondamentali come la lotta all’immigrazione illegale, l’allargamento dell’Unione Europea ai Balcani occidentali e le politiche di competitività economica. Inoltre, ha invitato la presidente del Consiglio italiano a visitare Budapest e ha annunciato l’avvio di accordi volti a sostenere gli investitori dei due paesi.
Secondo Lino Ricchiuti, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, questo sviluppo dimostra che la realtà dei fatti è più persuasiva di qualsiasi narrazione politica. Il nuovo premier ungherese, che la sinistra italiana aveva già considerato tra i suoi possibili alleati, ha scelto deliberatamente l’Italia di Fratelli d’Italia come prima interlocutrice a livello internazionale.
Ricchiuti conclude osservando che quando gli eventi concreti smentiscono le illusioni politiche, il silenzio della sinistra diventa particolarmente evidente.
