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CONSIGLIO PAT * «LA SCUOLA COME ASCENSORE SOCIALE, PROSEGUE IL DIBATTITO SULLE CARENZE FORMATIVE»

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13.11 - giovedì 7 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Consiglio provinciale

Ddl Degasperi: conclusa la discussione generale, avviato l’esame dell’articolato

E’ proseguito per l’intera mattinata in Consiglio provinciale l’esame del disegno di legge Degasperi sulle carenze formative. Il testo, che precede all’ordine del giorno il ddl 75 dell’assessora competente Francesca Gerosa sullo stesso argomento, è stato oggetto di ampio dibattito di natura ostruzionistica da parte delle minoranze, finalizzato a rallentare/ ostacolare la trattazione di quello di Giunta. Conclusa la discussione generale è stato avviato l’esame dell’articolato. I lavori riprendono alle ore 14.30.

Franzoia: la scuola deve tornare a essere una comunità educativa

Nel dibattito sui disegni di legge dedicati alla scuola è intervenuta anche Mariachiara Franzoia (PD), che ha definito importante il ritorno del tema al centro del confronto consiliare. Secondo la consigliera, le carenze scolastiche non riguardano soltanto gli aspetti tecnici della valutazione, ma chiamano in causa il modello educativo e il ruolo stesso della scuola nella società contemporanea. Franzoia ha sottolineato come la scuola debba continuare a essere “un ascensore sociale” e una comunità educativa nella quale la relazione rappresenta una componente essenziale dell’apprendimento. “Un ragazzo che non sta bene a scuola non imparerà mai in modo efficace”, ha detto, richiamando il legame fra benessere, inclusione e successo formativo. Nel suo intervento la consigliera ha posto l’accento sulla crisi della professione docente, definendola una delle questioni più urgenti del sistema scolastico. Oggi il percorso per diventare insegnante, fra percorsi abilitanti, precariato e continui cambi di sede è a suo avviso eccessivamente lungo e complesso. Serve restituire dignità e prospettive alla professione docente, evidenziando anche le preoccupazioni degli insegnanti rispetto al ddl 75 e al rischio di un ulteriore aumento della burocrazia. Citando “Diario di scuola” di Daniel Pennac, Franzoia ha osservato che il docente rischia di trasformarsi “da direttore d’orchestra a controllore di biglietti”, schiacciato fra registri, monitoraggi e adempimenti amministrativi, invece di poter dedicare tempo alla relazione educativa. “Il tempo della relazione dentro la scuola è tempo di educazione”, ha ribadito. La consigliera ha inoltre richiamato il tema del disagio scolastico, del bullismo e dell’orientamento, osservando come spesso molte difficoltà nascano proprio da percorsi scolastici non adeguatamente accompagnati: è necessario rafforzare gli strumenti di orientamento per aiutare studenti e studentesse a individuare il proprio percorso senza vivere insuccessi o traumi legati a scelte sbagliate. E a questo proposito ha ricordato una mozione approvata trasversalmente dal Consiglio, sostenuta anche dall’assessora Francesca Gerosa, dedicata proprio al rafforzamento dell’orientamento scolastico. Infine, Franzoia ha richiamato il rischio che il recupero scolastico finisca per accentuare le disuguaglianze sociali, osservando come durante l’estate non tutti gli studenti abbiano le stesse opportunità di sostegno, corsi o esperienze formative. Secondo la consigliera, il rigore educativo non deve trasformarsi in esclusione, ma accompagnarsi a strumenti di supporto capaci di aiutare davvero i ragazzi più fragili. Franzoia ha osservato che negli anni il recupero delle carenze scolastiche è spesso diventato “una finzione”, limitata all’inserimento del debito formativo nel registro senza un reale accompagnamento degli studenti. Secondo la consigliera, il ddl 75 rappresenta un tentativo di superare questa logica, dando più tempo ai percorsi di recupero, ma il vero cambiamento deve essere culturale: “La risposta non può essere il test di agosto, ma un patto educativo che coinvolga scuola, famiglia e studenti”. Il ddl 22 è condivisibile solo nel caso che ci si faccia carico anche dell’accompagnamento. La proposta ha un grande pregio di riordino, ma non basta: serve anche il supporto. Franzoia ha infine invitato il Consiglio a valutare le riforme tenendo conto della sostenibilità burocratica e delle numerose perplessità emerse durante le audizioni in Quinta commissione.

Zanella : senza dignità sociale anche la scuola perde la sua funzione

Nel corso del dibattito, Paolo Zanella (PD) ha collegato il tema della scuola a quello delle disuguaglianze sociali e dell’emarginazione, sostenendo che il diritto allo studio debba restare uno strumento di emancipazione sociale per i minori più fragili. Nel suo intervento Zanella ha richiamato la situazione di alcune persone presenti in aula che, ha detto, stanno vivendo condizioni di grave precarietà abitativa. Secondo il consigliere, il tema della casa e della dignità sociale non può essere separato da quello educativo, perché le difficoltà economiche e sociali delle famiglie ricadono inevitabilmente anche sui percorsi scolastici dei figli. “La scuola dovrebbe essere un ascensore sociale”, ha affermato, osservando però come questo ruolo rischi di indebolirsi quando una parte della popolazione viene lasciata ai margini. Zanella ha quindi sottolineato che dietro alle situazioni di disagio abitativo ci sono anche bambini e ragazzi che frequentano le scuole del territorio e che vivono direttamente le conseguenze delle fragilità familiari e sociali.

Coppola: un richiamo alla sensibilità politica sul disagio sociale

Sull’ordine dei lavori è intervenuta Lucia Coppola (SvS): “credo ci siano situazioni ed eventi di un rilievo tale da superare la discussione all’ordine del giorno”. Coppola ha richiamato la sensibilità politica sul disagio sociale auspicando “un po’ di sensibilità” rispetto alle situazioni di fragilità richiamate dal collega e chiedendo ai Capigruppi di incontrare le persone sugli spalti. Il presidente del Consiglio Claudio Soini ha spiegato che l’incontro, come già avvenuto in simili frangenti,non sarà negato e si potrà tenere a fine seduta, alle ore 13.00.

Cia: l’aula deve poter lavorare nel rispetto delle regole

Intervenendo sull’ordine dei lavori, Claudio Cia (Misto-Forza Italia), ha richiamato la necessità di garantire il regolare svolgimento della seduta consiliare, pur riconoscendo il diritto dei consiglieri di farsi interpreti delle situazioni di disagio sociale presenti in aula. Secondo Cia, il Consiglio deve però poter proseguire i lavori nel rispetto della programmazione concordata in Conferenza dei capigruppi e delle regole dell’assemblea.

Parolari: senza stabilità abitativa aumentano le disuguaglianze educative

Riprendendo il tema emerso nel dibattito sulla casa, Francesca Parolari (PD) ha sostenuto “avere o non avere una casa influisce profondamente sull’apprendimento”, perché la sicurezza di un contesto abitativo stabile rappresenta una base fondamentale per la crescita e per il recupero delle difficoltà scolastiche. Parolari ha richiamato in questo senso gli interventi svolti in aula sul ruolo complesso dell’educazione, osservando che l’apprendimento non dipende soltanto dalla scuola formale ma anche dalle condizioni sociali e familiari nelle quali vivono studenti e studentesse. La consigliera ha poi collegato il tema al recupero delle carenze scolastiche, evidenziando il rischio che sistemi troppo rigidi possano accentuare le disuguaglianze sociali. Le famiglie economicamente più forti, infatti, possono permettersi tutor privati e percorsi di accompagnamento esterni alla scuola, mentre chi vive situazioni di fragilità rischia di restare indietro. Per questo, la consigliera ha ribadito la necessità che il recupero venga sostenuto direttamente dalla scuola e non scaricato esclusivamente sulle famiglie.

Zanella: le carenze non si recuperano solo con gli esami, ma con accompagnamento e sostegno

Intervenendo dopo una sospensione dei lavori chiesta dal garante delle Minoranze Francesco Valduga per dare corso ad un incontro delle Minoranze per valutare come procedere nella discussione del disegno di legge, Paolo Zanella (PD) ha sostenuto che il recupero delle carenze scolastiche non può ridursi a un semplice esame o a una verifica finale, ma richiede percorsi di accompagnamento più ampi e personalizzati. Richiamando anche esperienze personali, il consigliere ha osservato che spesso le difficoltà scolastiche derivano non soltanto dagli studenti, ma anche dai metodi di insegnamento e dalla relazione educativa instaurata in classe. Ha sottolineato la complessità del ruolo docente, chiamato oggi non solo a trasmettere contenuti ma anche a gestire aspetti pedagogici, relazionali e psicologici sempre più delicati. Secondo il consigliere, le scuole si trovano ad affrontare classi con maggiori fragilità, bisogni educativi speciali e disturbi dell’apprendimento, rendendo necessario rafforzare gli strumenti di supporto, anche attraverso percorsi di counseling e accompagnamento psicologico. Infine, ha ribadito l’importanza di investire sul sistema scolastico e sul personale docente, soprattutto nel sostegno, osservando come anche nella scuola si stia manifestando una crescente “crisi di vocazione” nelle professioni educative e di cura.

Gerosa: dal confronto sono arrivati spunti utili per migliorare il percorso

Nella replica conclusiva, Francesca Gerosa ha ringraziato i consiglieri intervenuti nel dibattito, sottolineando il clima generalmente pacato del confronto e la volontà condivisa di mettere al centro la scuola, gli studenti, il personale scolastico e le famiglie. L’assessora ha spiegato di avere seguito con attenzione gli interventi e di aver raccolto numerosi spunti di riflessione e contributi utili per migliorare il percorso di riforma. Pur nella diversità delle posizioni politiche, Gerosa ha evidenziato come dal dibattito sia emersa una sensibilità comune rispetto all’importanza del sistema scolastico e della comunità educante.

Degasperi : i corsi di recupero sono previsti e gli esami non devono per forza essere a settembre

Nella sua replica, Filippo Degasperi (Onda) ha difeso l’impianto del ddl 22, sostenendo che molte critiche rivolte alla proposta derivino da interpretazioni non corrette del testo. Ha ribadito che il disegno di legge prevede esplicitamente corsi di sostegno e recupero organizzati dalle scuole per accompagnare gli studenti in difficoltà, escludendo quindi l’idea di lasciare i ragazzi soli davanti agli esami. Ha inoltre contestato le osservazioni secondo cui il provvedimento imporrebbe necessariamente esami a settembre. “Nel testo non c’è scritto da nessuna parte”, ha affermato, spiegando che le scuole avrebbero la possibilità di organizzare verifiche e recuperi in diversi momenti dell’anno, anche prima dell’estate. Il consigliere ha poi richiamato il tema della flessibilità, chiarendo che il ddl consente comunque l’ammissione alla classe successiva in presenza di una sola insufficienza, lasciando al consiglio di classe la valutazione del percorso dello studente. Secondo Degasperi, il principio della proposta resta quello di garantire maggiore serietà nel recupero delle carenze senza rinunciare all’accompagnamento educativo degli studenti. Il vero nodo della riforma è a suo avviso quello di garantire strumenti concreti di accompagnamento agli studenti, considerato che le difficoltà di reperire insegnanti e organizzare corsi di recupero rappresentano già oggi un problema strutturale del sistema scolastico. Il consigliere ha inoltre affrontato il tema dell’alternanza scuola-lavoro, riconoscendo la presenza di esperienze positive, ma ribadendo la necessità di ridurre il monte ore provinciale, ritenuto eccessivo rispetto agli standard nazionali. Sull’autonomia scolastica Degasperi ha difeso la scelta di attribuire maggiore discrezionalità ai consigli di classe, sostenendo che proprio lì si realizzi il livello più equilibrato di valutazione collegiale. “L’autonomia non è solo quella del dipartimento o della Provincia”, ha affermato, ma significa condividere responsabilità e capacità decisionali all’interno delle scuole. Infine il consigliere ha insistito sulla necessità di introdurre maggiori strumenti di trasparenza per le istituzioni formative paritarie finanziate con fondi pubblici, chiedendo controlli più rigorosi sull’utilizzo delle risorse provinciali e criticando la soppressione dell’ufficio dedicato alle verifiche sulle scuole paritarie.

Conclusa la discussione generale, si è quindi passati alla discussione dell’articolato. La seduta antimeridiana si è conclusa con l’esame di 3 dei 7 articoli che compongono il testo, a commento dei quali sono intervenuti il consigliere Degasperi e la consigliera Coppola.

I lavori riprendono alle ore 14.30.

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