Di Luca Franceschi
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Pannelli solari sulle dighe, progetti climatici legati al diploma scolastico, formazione specifica per le guide montane e turbine aggiuntive su impianti idroelettrici esistenti sono alcune delle proposte presentate oggi in Consiglio provinciale da alunne e alunni della scuola Marie Curie di Merano, frutto delle risoluzioni approvate dal Parlamento dei Giovani della Convenzione delle Alpi.
Ogni anno ragazze e ragazzi di Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Slovenia e Svizzera si riuniscono nello Youth Parliament to the Alpine Convention per confrontarsi su temi politici e sociali ed elaborare soluzioni per le sfide dell’area alpina.
Anche nel 2026 l’Alto Adige è stato rappresentato da studenti dell’Istituto secondario per il turismo e le biotecnologie “Marie Curie” di Merano, che nel pomeriggio hanno illustrato a Bolzano gli esiti dell’edizione svoltasi a Chamonix dal 23 al 26 marzo.
Il presidente del Consiglio provinciale Arnold Schuler ha dato loro il benvenuto, definendo l’YPAC un’esperienza speciale e ricordando che “ogni anno si trattano temi che riguardano il futuro, un futuro che riguarda tutti voi”.
Nel loro intervento Julia ha evidenziato la volontà di affrontare le urgenze del presente “per determinare attivamente la nostra vita e il nostro futuro”, mentre Myriam e Lara hanno spiegato le modalità di lavoro dell’YPAC.
Sono quindi state illustrate quattro proposte elaborate da circa 80 partecipanti sul tema “Vita sostenibile nelle Alpi”.
“Per soddisfare la crescente domanda energetica senza occupare ulteriore spazio proponiamo di installare pannelli solari sulle dighe, contribuendo così a preservare l’ecosistema naturale”, ha spiegato Liam presentando la risoluzione “Dam good solar”.
Lea ha illustrato “Graduate with impact”, che prevede per ogni studente, nel corso della carriera scolastica, la realizzazione di un progetto obbligatorio sul clima come requisito per il diploma, spostando l’educazione climatica dalla teoria alla pratica e accrescendo la consapevolezza pubblica.
Alicia ha presentato “Module Nature”, proponendo un modulo obbligatorio nella formazione di guide alpine, istruttori e allenatori dedicato alla consapevolezza climatica, che tratti sia gli impatti ambientali degli sport di montagna sia le azioni per ridurli attivamente.
Infine Giulio ha illustrato “Watt’s in the water”, che punta a integrare piccole turbine efficienti per produrre elettricità in strutture preesistenti senza alterare i microambienti.
Le e i giovani auspicano che la politica faccia proprie queste proposte, come già avvenuto per alcune delle risoluzioni presentate lo scorso anno.
Sarah ha riferito che, partendo dall’idea di una carta di agevolazioni per gli abitanti delle regioni alpine, in Val Pusteria è nata la HOICard, che offre proposte sportive e culturali a prezzi ridotti.
Sulla base della proposta “Smart Drops” si registrano in tutta la provincia, soprattutto in Val Venosta, significativi progressi nell’irrigazione a goccia.
“Pensare che si è troppo piccoli per promuovere cambiamenti è solo una comoda scusa”, ha concluso Paula, auspicando sostegno per fare la differenza insieme.
È quindi intervenuto il presidente della Provincia Arno Kompatscher, che ha ringraziato ragazze e ragazzi e la loro scuola per i contributi e per l’impegno nello YPAC, sottolineando che “qualcosa si sta muovendo”.
Per quanto riguarda i pannelli sulle dighe e le piccole turbine ha aggiunto che “siamo già sulla buona strada”.
A volte le iniziative per l’ambiente vengono ritenute inutili a fronte di quanto fanno grandi potenze come Cina e USA, ma ciò non significa che non si debba agire.
Tra i consiglieri e le consigliere presenti sono intervenuti Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), Zeno Oberkofler (Gruppo verde) e Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), che hanno lodato l’impegno dei giovani, la concretezza dei progetti e lo sguardo critico verso la politica.
L’assessore all’Ambiente ed energia Peter Brunner ha precisato l’intenzione di puntare sul fotovoltaico e di semplificare le procedure per interventi come quelli di “Watt’s in the water”.
Le studentesse e gli studenti del “Marie Curie” di Merano hanno quindi consegnato le risoluzioni al presidente Schuler, che li ha ringraziati per il loro impegno.

