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SIULP- SINDACATO ITALIANO UNITARIO LAVORATORI POLIZIA / TRENTO * SICUREZZA: «VIGILANTES ARMATI IN PIAZZA DANTE? NON È CON I FIGURANTI CHE SI ASSICURA IL CONTROLLO DEL TERRITORIO»

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10.59 - mercoledì 6 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Piazza Dante. Vigilantes armati. Non è con i figuranti che si assicura il controllo del territorio. Lo diciamo subito a scanso di malintesi. Gli operatori degli istituti di vigilanza privata sono lavoratori che meritano tutto il nostro rispetto per l’importante ruolo svolto che, tra l’altro, non viene adeguatamente riconosciuto sotto il profilo retributivo.

Non possiamo però evitare di esprimere il nostro sconcerto rispetto a taluna politica che amministra la città i Trento e chi immagini bastino alcuni passaggi a sorpresa nel corso della giornata per contrastare l’azione della criminalità diffusa nel centro cittadino. Una soluzione talmente grottesca che diventa persino difficile commentarla con toni seri.

Sarà il caso che qualcuno spieghi a questi neofiti delle politiche della sicurezza che le ben definite, e limitate competenze che l’ordinamento attribuisce alle guardie giurate è confinato nell’ambito della vigilanza e della tutela di beni mobili e immobili, pubblici o privati, senza alcuna possibilità di estendere la loro proiezione professionale ad attività proprie di chi, come gli operatori delle forze di polizia, ha quale missione istituzionale il controllo del territorio nella sua più ampia connotazione. Non sono, in altri termini, in grado di soddisfare nessun tipo di esigenza di ordine e sicurezza pubblica che esuli dal rigoroso perimetro dell’osservazione e dell’eventuale segnalazione ai numeri di soccorso pubblico. Ciò che in altre parole potrebbe fare qualunque altro cittadino, atteso che, esattamente come il quisque de populo non possono fermare persone e procedere al controllo dei nominativi o procedere a perquisizioni di iniziativa.

Non possiamo accettare che le condizioni di vivibilità del centro di Trento vengano assimilate a quelle delle periferie metropolitane.
Ecco perché troviamo pretestuoso l’atteggiamento di quanti, facendo cattivo uso del diritto di tribuna loro concesso in ragione della posizione istituzionale occupata, insistono nel puntare l’indice accusatore contro i responsabili provinciali dell’ordine e della sicurezza pubblica, andando indirettamente a colpire con scomposte affermazioni il lavoro degli operatori delle forze di polizia.

Meglio farebbero, piuttosto, ad impegnarsi per fare sistema e creare quella sintonia politica con le controparti necessaria a stimolare il Dipartimento della Pubblica Sicurezza a ripianare gli organici della Polizia di Stato di Trento e provincia. Organici che a Trento specialmente da anni sono alle prese con drammatiche carenze, nonostante le quali gli sforzi organizzativi profusi da un lato, il diuturno impegno dei poliziotti dall’altro, assicurano un più che onorevole argine alla delinquenza comune e organizzata.
L’amministrazione comunale, tanto solerte ad inviare letterine al Ministero dell’Interno per i recenti reati al centro cittadino, si attivasse realmente, “rimboccandosi le maniche” inviano lettere allo stesso Ministero per sollecitare l’invio di personale di polizia pareggiando almeno la presenza che ha Bolzano.

 

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Per la Segreteria Provinciale del Siulp di Trento Il Segretario Provinciale Generale
dott. Antonello Paradiso

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