Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Elena Sironi denuncia una situazione paradossale che sta emergendo sul fronte delle Comunità Energetiche Rinnovabili. In questi giorni il GSE sta comunicando gli esiti delle domande presentate alla fine di novembre, rivelando un quadro che solleva gravi preoccupazioni.
I progetti valutati positivamente dal punto di vista tecnico non stanno ricevendo i contributi previsti, con la motivazione che le risorse disponibili sarebbero esaurite. La possibilità di accedere ai fondi viene rinviata a eventuali scorrimenti futuri, creando quello che viene definito un cortocircuito inaccettabile.
La situazione che si sta delineando è ancora più grave: mentre il bando risulta ancora aperto, sarebbe cambiata la natura stessa del CUP. Da strumento che garantiva certezza sull’accesso al contributo, si è trasformato in un semplice requisito tecnico senza alcuna copertura economica. Questo cambiamento sostanziale non sarebbe mai stato comunicato ufficialmente, introducendo di fatto una discriminazione arbitraria tra soggetti che hanno partecipato alle stesse condizioni e nel medesimo quadro normativo.
Secondo la senatrice pentastellata, la questione non è semplicemente amministrativa ma assume una rilevanza profondamente politica. Viene meno il principio di affidamento nei confronti dello Stato: cittadini, enti locali e imprese hanno pianificato investimenti, avviato progettazioni e sostenuto costi sulla base di regole che sono state modificate nei fatti senza alcuna comunicazione preventiva.
Le conseguenze sono evidenti e concrete: iniziative bloccate, operatori economici esposti finanziariamente e un danno significativo alla diffusione delle energie rinnovabili sul territorio. È proprio questa modalità di gestione che rischia di bloccare la transizione energetica, generando incertezza, scoraggiando gli investimenti e minando la fiducia nelle istituzioni.
La senatrice Sironi chiede un intervento immediato da parte del Governo, che non può ignorare la situazione. È necessaria una risposta rapida e trasparente per ripristinare la credibilità delle istituzioni e sbloccare un settore strategico per il futuro energetico del Paese.
