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PALAZZO CHIGI * COPENAGHEN – VERTICE CPE: «CONTRASTO ALLA MIGRAZIONE ILLEGALE, FOCUS SU SICUREZZA – COOPERAZIONE – RIMPATRI»

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17.00 - lunedì 4 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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(Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale)

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In occasione del vertice della Comunità Politica Europea (CPE) a Yerevan, i leader di Albania, Armenia, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Malta, Moldavia, Montenegro, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, San Marino, Serbia, Slovacchia, Svezia, Svizzera e Regno Unito hanno ribadito il loro impegno a collaborare per contrastare la migrazione illegale.

Al vertice della CPE di Copenaghen, i leader hanno individuato diverse linee d’azione cruciali per un approccio globale al contrasto della migrazione illegale. Hanno sottolineato la necessità di agire contro i trafficanti, garantire la solidità dei quadri normativi nazionali e internazionali, accelerare i rimpatri, stringere nuove partnership, gestire efficacemente i flussi migratori a monte e contrastare la strumentalizzazione della migrazione, tra le altre questioni. Fondamentale è stata anche la concordanza sulla necessità di sostenersi reciprocamente in questi sforzi.

Quest’anno, di fronte ai significativi spostamenti di popolazione in Sudan, nel Corno d’Africa e in tutto il Medio Oriente, queste priorità rimangono più che mai vitali e, anche sulla base degli insegnamenti tratti dalla crisi migratoria del 2015 e per evitare una situazione simile in futuro, i leader hanno concordato su come prepararsi e coordinare al meglio gli sforzi.

Hanno convenuto sull’importanza di:

 Sorveglianza e monitoraggio: garantire la condivisione di informazioni e dati di monitoraggio aggiornati per supportare al meglio la preparazione e una risposta coordinata.

 Assistenza umanitaria: individuare opportunità per interventi mirati a sostegno delle persone bisognose e a dissuadere i flussi migratori alla fonte.

 Collaborazione con le organizzazioni internazionali: collaborare e sostenere il lavoro di agenzie e organismi chiave come l’UNHCR, l’OIM e il Consiglio d’Europa.

 Sicurezza: mantenere un’attenzione prioritaria sulla sicurezza, la protezione e l’effettiva integrità delle frontiere terrestri e marittime.

  Contrastare la criminalità organizzata legata all’immigrazione: attuare interventi mirati contro i trafficanti di esseri umani e le loro reti di approvvigionamento, anche attraverso l’applicazione di sanzioni.

 Governance: garantire che i quadri normativi, sia nazionali che internazionali, siano protetti da abusi, in modo da poter rispondere alle esigenze attuali e indirizzare l’assistenza a chi ne ha bisogno.

 Rimpatri: garantire l’esistenza di accordi solidi per scoraggiare i movimenti migratori dai paesi di origine e di transito e per alleviare le pressioni interne, anche attraverso nuovi approcci.

 Una risposta sistemica: utilizzare tutti gli strumenti, le politiche e le leve diplomatiche sopra menzionati per coordinare gli sforzi internazionali e proteggere l’integrità delle nostre frontiere.
Sono stati compiuti progressi significativi rispetto alla dichiarazione dello scorso anno, tra cui nuove misure, partenariati e successi nel contrasto al traffico di esseri umani a livello continentale.
I leader hanno concordato di continuare a concentrarsi sulle questioni migratorie globali più urgenti e sulle opportunità di cooperazione futura, anche in occasione del prossimo vertice dell’EPC in Irlanda.

 

 

 

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On the occasion of the European Political Community (EPC) summit in Yerevan, the leaders of Albania, Armenia, Austria, Belgium, Bulgaria, Croatia, Cyprus, Czechia, Denmark, Estonia, Finland, France, Georgia, Germany, Greece, Ireland, Italy, Latvia, Malta, Moldova, Montenegro, the Netherlands, North Macedonia, Norway, Poland, Portugal, Romania, San Marino, Serbia, Slovakia, Sweden, Switzerland and the United Kingdom reaffirmed their commitment to working together to tackle illegal migration.

At the Copenhagen EPC summit, leaders identified several critical lines of effort in pursuit of a ‘whole of route’ approach to tackling illegal migration. They underlined the need to take action against smugglers, ensure domestic and international frameworks are robust, accelerate returns, forge new partnerships, manage upstream migration effectively, and tackle the instrumentalisation of migration, among other issues. Critically, they also agreed on the need to support one another in these efforts.

This year, in the face of significant displacement across Sudan, the Horn of Africa and wider Middle East, these priorities remain as vital as ever and, also on the basis of the lessons learned from the 2015 migration crisis and to avoid a similar situation in the future, leaders agreed on how best to prepare and coordinate efforts.
They agreed on the importance of:

 Surveillance and monitoring: ensuring up-to-date information and monitoring is shared to best support preparedness and a coordinated response.

 Humanitarian assistance: identifying opportunities for targeted interventions to help those in need, and deter flows from source.
 Working with international organisations: partnering with, and supporting the work of key agencies and bodies like UNHCR, the IOM and the Council of Europe.
 Security: maintaining a core focus on security, protection and the effective integrity of both land and maritime borders.
 Targeting organised immigration crime: deploying targeted interventions against people smugglers and human traffickers as well as their supply chains, including through the use of sanctions.
 Governance: ensuring frameworks – both domestic and international – are safeguarded from abuse, so they can meet the demands of the day and so assistance can be targeted to those in need.
 Returns: ensuring robust agreements are in place to both deter migrant movements from source and transit countries and alleviate domestic pressure, including through new approaches.
 A systems-wide response: using all of the above levers, policies and diplomatic tools, to coordinate international efforts and protect the integrity of our borders.
Significant progress has been made across last year’s statement, including new measures, partnerships and successes in the disruption of smuggling activity continent-wide.
Leaders agreed to continue the focus on the most pressing global migration issues, and on opportunities for future cooperation, including at the next EPC Summit in Ireland.

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