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ACHILLE SPINELLI (VICEPRESIDENTE PAT) * PRIMO MAGGIO: “È NECESSARIO COSTRUIRE UN ECOSISTEMA DEL LAVORO DI QUALITÀ, CAPACE DI CONIUGARE CRESCITA ECONOMICA, COESIONE SOCIALE E REALIZZAZIONE PERSONALE”

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22.01 - venerdì 1 maggio 2026

Come ogni anno, il Primo Maggio rappresenta un momento in cui fermarsi a riflettere sul significato profondo del lavoro nella vita delle persone e nella tenuta democratica della società. Non è soltanto una ricorrenza simbolica, ma un’occasione per riaffermare con chiarezza un principio che deve orientare ogni scelta pubblica: il lavoro è il primo dei diritti, il fondamento attraverso cui si costruiscono autonomia personale, dignità sociale e prospettive di futuro.

In una fase segnata da profondi cambiamenti economici e sociali, è necessario andare oltre una visione puramente quantitativa dell’occupazione, pur certo importante. Occorre interrogarsi sulla qualità del lavoro, sulla sua stabilità, sulla sua sicurezza e sulla sua capacità di offrire prospettive reali, soprattutto ai giovani e alle famiglie. Parlare di lavoro significa quindi inevitabilmente parlare di diritti, che trovano nel lavoro la loro più concreta possibilità di realizzazione: dalla casa alla genitorialità, fino alla libertà di scegliere il proprio percorso di vita.

È necessario costruire un ecosistema del lavoro di qualità, capace di coniugare crescita economica, coesione sociale e realizzazione personale.

È attorno a questo concetto che ruota la strategia di politica economica della Provincia autonoma di Trento. Lo sviluppo non può essere misurato solo attraverso gli indicatori economici, ma anche dalla sua capacità di generare benessere diffuso. In questa visione, il lavoro non è una conseguenza della crescita, ma ne è il presupposto: è la leva che attiva una serie di diritti e che rende una comunità più forte, più coesa, più competitiva.

È in questo scenario che mi permetto di proporre il concetto di Ius Laboris, che acquisisce in questa prospettiva il suo significato più profondo. Mettere il lavoro al centro significa favorire partecipazione e contributo alla comunità, favorendo un sistema di attivazione di diritti e di riconoscimento all’interno della nostra Autonomia. In questa prospettiva – nella consapevolezza che i diritti non esistono senza i doveri e che la cittadinanza è ferma prerogativa dello Stato – la Provincia investe sulla leva occupazionale come promozione individuale e collettiva, valorizzandola, attraverso gli strumenti dell’autogoverno, quale espressione di dignità, legalità e appartenenza civile.

Lo Ius Laboris, quindi, come riconoscimento di un merito civile già acquisito sul campo, centrando il baricentro delle politiche sul “cosa si fa” per la società. Una visione che si fonda sulla cittadinanza economica e sociale, e che naturalmente andrà affinata affinché nessuno resti indietro. Tale approccio è profondamente radicato nell’articolo 1 della nostra Costituzione, che definisce l’Italia come una Repubblica democratica fondata sul lavoro.

Ecco, quindi, che le politiche attive diventano centrali per ridurre il mismatch tra domanda e offerta e rendere il nostro sistema economico più equilibrato ed attrattivo. Fondamentale è il tema della sicurezza, che deve diventare un investimento strategico sul valore culturale e sociale dell’impresa. Nessuno sviluppo è possibile se non è sicuro, e lo Ius Laboris parte proprio dalla tutela dell’integrità e della dignità della persona, anteponendole ad ogni risultato economico.

Ci sono poi le grandi transizioni che stanno ridefinendo il mondo del lavoro e la società nel suo complesso. L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie rappresentano insieme una sfida e un’opportunità. In questo scenario, l’innovazione non deve sostituire il lavoro umano, ma elevarne il valore, orientandolo verso attività a più alto contenuto di competenze, creatività e responsabilità. Al contempo, la transizione verde può rafforzare il nostro sistema economico, creando nuove filiere e professionalità. In questa direzione si inserisce il lavoro che stiamo compiendo nella prospettiva della sostenibilità e del rating ESG, che punta a rendere più competitivo, attrattivo e robusto il nostro modello di sviluppo.

Un’altra sfida decisiva è quella dell’inverno demografico, che impone scelte coraggiose per attrarre talenti e trattenere giovani e famiglie sul territorio, offrendo opportunità di lavoro qualificato e condizioni di vita adeguate. Il lavoro deve consentire di “fare casa” in Trentino, di costruire progetti di vita solidi. In questo percorso, la speciale Autonomia del Trentino rappresenta una leva straordinaria: un motore capace di alimentare un laboratorio di innovazione sociale per sperimentare politiche avanzate – integrando sviluppo economico, politiche per la famiglia e welfare territoriale – e costruire risposte a misura di territorio.

L’Autonomia può consentirci di rafforzare un modello di sviluppo che attiva e responsabilizza le persone, valorizzando le nostre specificità.

Lo Ius Laboris non è uno slogan, ma un obiettivo concreto: mettere il lavoro al centro dei diritti per costruire un futuro più equo, più forte e più sostenibile per il Trentino. Perché un territorio è davvero competitivo solo quando riesce a tenere insieme crescita e inclusione, innovazione e coesione, impresa e comunità.

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Achille Spinelli

Vicepresidente Provincia autonoma Trento

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