Di Luca Franceschi
///
Durante i lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, il senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti ha sollevato critiche significative riguardo all’acquisizione del controllo di Cattolica Assicurazioni da parte di Generali. Sulla base delle audizioni e degli elementi emersi nel dibattito parlamentare, emerge un quadro che pone interrogativi importanti: un’operazione di dimensioni miliardarie, che ha determinato la perdita di autonomia della storica società veronese, sarebbe stata avviata attraverso un intervento iniziale di circa 300 milioni di euro, con l’avallo dell’IVASS. Un dato che, considerando le dimensioni complessive dell’operazione e i suoi effetti strutturali, solleva questioni evidenti di proporzionalità e trasparenza.
Secondo quanto sostenuto da Gelmetti in Commissione, non si tratta di una semplice operazione di mercato, bensì di un passaggio che ha inciso profondamente sull’equilibrio economico e territoriale. Verona ha perso un asset strategico, e sorge legittimamente il dubbio se tutto ciò fosse realmente necessario e su quali basi sia stato deciso.
La questione si intreccia anche con quanto emerso in sede giurisdizionale, dove sono stati messi in discussione alcuni presupposti alla base delle azioni ispettive che hanno accompagnato quella fase. Il punto politico centrale è che un intervento presentato come limitato e necessario si è tradotto, nella pratica, in una cessione di controllo con effetti permanenti, a fronte di un impegno iniziale contenuto rispetto al valore reale dell’operazione.
Questa dinamica impone un approfondimento su diversi fronti: il ruolo e le valutazioni dell’IVASS; la correttezza del percorso che ha portato alla perdita di autonomia di Cattolica; la tutela del risparmio e dei territori; la trasparenza complessiva dell’operazione.
Secondo le conclusioni di Gelmetti, quando operazioni di tale portata emergono con elementi così controversi, il dovere delle istituzioni è garantire piena chiarezza. Non solo per rispetto nei confronti dei cittadini, ma anche per assicurare che dinamiche simili non si ripetano in futuro.
