Di Luca Franceschi
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Mauro Malaguti, deputato di Fratelli d’Italia, respinge le critiche mosse da Fratoianni sulla politica salariale del governo Meloni. Secondo l’esponente di FdI, il leader dell’opposizione sostiene ingiustamente che la premier non abbia a cuore i salari dei lavoratori, continuando a insistere sul salario minimo come soluzione universale ai problemi economici.
Malaguti sottolinea come i precedenti governi di sinistra non abbiano mai concretizzato l’istituzione di un salario minimo, malgrado le promesse. Secondo il deputato, ciò non è casuale: dietro la retorica propagandistica, vi sarebbe la consapevolezza che tale misura rappresenterebbe un arretramento rispetto al sistema della contrattazione collettiva, già consolidato nel Paese.
In contrapposizione, il parlamentare rivendica i risultati ottenuti dall’esecutivo guidato da Meloni, evidenziando la creazione di oltre un milione e 200mila nuovi posti di lavoro. Questi nuovi impieghi, a differenza del reddito di cittadinanza, garantirebbero ai lavoratori una prospettiva concreta di futuro grazie ai contributi associati.
Malaguti conclude il suo intervento accusando i movimenti di sinistra di essere “venditori di fumo”, affermando che la loro convenienza politica consiste nel rimanere all’opposizione. Secondo il deputato di FdI, se la sinistra tornasse al governo, riporterebbe il Paese alle condizioni precedenti la vittoria del centrodestra, ovvero sull’orlo di una crisi economica.
