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UILTUCS DEL TRENTINO-ALTO ADIGE/SÜDTIROL * MENSE SCOLASTICHE: «CARICHI DI LAVORO INSOSTENIBILI E APPALTI DA RI- PENSARE, SERVE UN CAMBIO DI PASSO»

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18.19 - giovedì 30 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Mense scolastiche sotto pressione: carichi di lavoro insostenibili e appalti da ri- pensare. Serve un cambio di passo.
Le condizioni di lavoro nelle mense scolastiche stanno raggiungendo un livello di criticità che non può più essere ignorato. Sempre più segnalazioni arrivano dal personale e ciò conferma una realtà ormai compro- messa: i carichi di lavoro sono in costante aumento, mentre le ore a disposizione restano spesso insuffi- cienti a garantire un’organizzazione sostenibile del servizio.

Molto rilevante è la lettera pubblicata sui giornali il 21 aprile e consegnata alla UILTuCS e alle altre Organiz- zazioni sindacali maggiormente rappresentative sul territorio, nella quale le dipendenti evidenziano con forza le difficoltà operative quotidiane e la crescente pressione organizzativa all’interno delle mense scola- stiche.

Nelle cucine scolastiche il lavoro quotidiano si è progressivamente intensificato.
Le lavoratrici si trovano sempre più spesso a dover gestire contemporaneamente più preparazioni, esi- genze differenziate e una crescente complessità operativa, con organici che non risultano adeguati rispetto ai compiti richiesti.
Non si tratta di casi isolati, ma di una dinamica che riguarda l’intero sistema degli appalti della ristorazione collettiva.

Un passo avanti non sufficiente negli appalti pubblici.
Sebbene sia un positivo strumento di garanzia, la normativa provinciale che prevede l’applicazione dei con- tratti collettivi “leader” negli appalti pubblici non è sufficiente.
Il nodo centrale resta infatti l’organizzazione concreta del lavoro.
A parità di ore contrattuali e di salario, il carico di lavoro di una lavoratrice oggi è arrivato a essere quasi quello che in passato era svolto da due persone. Non basta quindi il contratto giusto, ma bisogna capire davvero ciò che accade realmente nei luoghi di lavoro.

Il Segretario Generale UILTuCS del Trentino-Alto Adige/Südtirol Vassilios Bassios, dichiara: “il problema non è solo la tenuta del sistema, ma la qualità reale delle condizioni di lavoro. Non è accettabile che, pur in presenza di contratti correttamente applicati, sulle lavoratrici si scarichino carichi di lavoro non più compa- tibili con una prestazione sostenibile. È necessario un intervento strutturale sugli appalti pubblici e sulle dotazioni di personale.”

Il problema non è solo contrattuale, ma strutturale.
Gli appalti pubblici, così come sono attualmente impostati, tendono troppo spesso a privilegiare logiche di contenimento dei costi, senza una reale verifica della sostenibilità organizzativa del servizio. Questo pro- duce un effetto diretto sul personale, che si trova a dover assorbire l’aumento dei carichi senza adeguati incrementi di organico o di ore lavorative.
È necessario, per questo, un intervento più incisivo da parte delle committenze pubbliche. Non è più suffi- ciente garantire il rispetto formale dei contratti: occorre verificare concretamente se le ore previste siano realmente sufficienti a svolgere il lavoro richiesto. La qualità del servizio non può essere separata dalla qualità delle condizioni di lavoro di chi quel servizio lo garantisce ogni giorno.

Unione dei Lavoratori del Turismo del Commercio e dei Servizi

Trentino-Alto Adige/Südtirol
Part-time e frammentazione degli orari.
L’utilizzo diffuso di contratti con un numero ridotto di ore contribuisce a rendere sempre più difficile la ge- stione dei carichi di lavoro, generando instabilità economica e organizzativa per molte lavoratrici.
È necessario introdurre un limite minimo più alto per i contratti part-time, che dovrebbe essere di almeno 25 ore settimanali, per garantire maggiore stabilità e sostenibilità del lavoro.

Il funzionario sindacale Michele Bellino osserva che “nelle mense scolastiche anche a pieno organico il carico di lavoro è già troppo elevato. Le lavoratrici devono gestire molte attività contemporaneamente nello stesso turno, con tempi strettissimi. Quando manca anche una sola persona, l’equilibrio lavorativo già precario viene fortemente compromesso. Si arriva così a dover lavorare continuamente in sovraccarico e in condizioni strutturali di difficoltà compromettendo irrimediabilmente la qualità del servizio offerto.”

Il modello complessivo di affidamento degli appalti pubblici va ripensato.
È indispensabile superare definitivamente la logica del massimo ribasso, che continua a produrre effetti negativi sia sulla qualità del servizio sia sulle condizioni di lavoro.
Un sistema che chiede sempre più prestazioni, più attenzione e più responsabilità, senza un adeguato rico- noscimento in termini di risorse e di organico, non può reggere a lungo senza scaricare tensioni su chi la- vora sulla qualità servizio offerto.
È fondamentale rafforzare la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.
Solo attraverso il confronto diretto, la rappresentanza e l’organizzazione collettiva è possibile affrontare in modo efficace le criticità e costruire soluzioni durature.

l Segretario Generale UILTuCS del Trentino-Alto Adige/Südtirol Vassilios Bassios e il funzionario sinda- cale Michele Bellino dichiarano: “come organizzazione sindacale siamo pronti a fare la nostra parte. Siamo disponibili ad aprire un confronto serio e strutturato con le istituzioni, con le committenze e con le aziende, per affrontare il tema dei carichi di lavoro e delle condizioni operative nelle mense.
Serve un cambio di prospettiva: non si può più considerare il lavoro solo come una variabile economica. Il lavoro è qualità del servizio, sicurezza, dignità e sostenibilità. E senza queste condizioni, nessun sistema di ristorazione collettiva può dirsi davvero efficace.”

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Il Segretario Regionale
UILTuCS del Trentino-Alto Adige/Südtirol Vassilios Bassios

Il Funzionario
UILTuCS del Trentino-Alto Adige/Südtirol

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