Di Luca Franceschi
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L’Istat ha diffuso oggi i dati relativi al mese di aprile che evidenziano un aumento del 2,5% su base annua per il carrello della spesa degli italiani. Si tratta dell’ennesimo colpo per le tasche dei cittadini, un fenomeno che ormai sembra non fare più notizia.
Durante la discussione odierna sul Documento di finanza pubblica, nessun parlamentare di maggioranza ha pronunciato la parola “crescita”. Il termine risulta completamente assente dal vocabolario politico dell’attuale governo guidato da Meloni e Giorgetti, che continuano a nascondersi dietro la polemica sul Superbonus ignorando di aver trasformato oltre 200 miliardi di Pnrr in stagnazione economica.
La gestione economica dell’esecutivo si caratterizza per tagli indiscriminati, un carico fiscale crescente, salari fermi, una transizione 5.0 sabotata, un’Ires premiale definita una barzelletta e il carrello tricolore bollato come una pagliacciata. A questo si aggiunge un incremento delle vertenze industriali, il tutto perseguito in nome di una stabilità contabile che peraltro non è stata nemmeno raggiunta.
Sul fronte energetico la situazione è critica. In poche settimane l’Italia è passata dall’ambizione di essere un hub del gas a dover elemosinare forniture. Inoltre, il riallineamento delle accise inserito nell’ultima manovra ha rappresentato un’ulteriore spinta al rialzo dei prezzi del carrello della spesa.
Con il blocco dello Stretto di Hormuz, il governo si trova costretto a navigare a vista attraverso decreti quindicinali che vengono sistematicamente vanificati dalle impennate del prezzo del petrolio al barile.
Fratelli d’Italia appare sempre più caricaturale secondo la senatrice pentastellata. La leader del partito in quattro anni non avrebbe centrato nessun obiettivo, eppure continuano ad agitare il tema del Superbonus come unico argomento di discussione.
