Di Luca Franceschi
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Sergio Ramelli rappresenta un simbolo universale di libertà e coraggio civile. Era un ragazzo come tanti altri, che nutriva l’amore per la vita e i propri sogni, ma che ebbe la forza straordinaria di affidare a un tema scolastico la critica verso l’omicidio di due attivisti del Movimento Sociale Italiano compiuto dalle Brigate Rosse. Quello scritto avrebbe dovuto rappresentare un gesto di consapevolezza civile, ma divenne invece la sentenza che lo avrebbe segnato per sempre.
L’elaborato fu affisso in bacheca della scuola per il pubblico ludibrio e il giovane Ramelli fu marchiato e stigmatizzato con l’etichetta di “fascista”. Il suo calvario non iniziò il giorno dell’aggressione fisica che lo avrebbe portato alla morte, ma molto prima, attraverso una campagna sistematica di isolamento e disumanizzazione. In questa operazione si resero corresponsabili sia l’istituzione scolastica nel suo complesso che molti dei suoi compagni di classe, accecati dall’odio di natura politica.
Così interviene in Aula il senatore Raffaele Speranzon, Vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia al Senato della Repubblica. Il parlamentare sottolinea come la memoria di Sergio Ramelli trasmetta all’attualità un monito che va oltre la contingenza storica. Una democrazia autentica si costruisce sulla base della diversità di opinioni e del confronto costruttivo, mai sulla violenza e sull’imposizione di un pensiero unico.
Sergio Ramelli fu coraggioso, ma non dovrebbe mai essere necessario dimostrare coraggio per esprimere serenamente un’idea all’interno delle scuole, negli atenei universitari o negli spazi pubblici della città. Esiste un dovere collettivo di vigilanza affinché l’odio non continui ad avvelenare le coscienze dei giovani. Le istituzioni scolastiche hanno la responsabilità di tornare a essere ambienti dove si educa al pensiero critico e autonomo, mai spazi dove viene insegnato cosa pensare.
Nel ricordo di Sergio e di tutte le persone vittime di quella stagione drammatica della storia italiana, rimane il messaggio che non deve mai mancare ai ragazzi di oggi la capacità e la determinazione di difendere e di affermare le proprie idee, consapevoli che le idee stesse sopravvivono e trionfano su qualsiasi forma di violenza.
