Di Luca Franceschi
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Giorgia Meloni continua a strumentalizzare la data del 1 Maggio per deridere lavoratrici e lavoratori. Come consueto, i finanziamenti stanziati dal governo beneficiano le imprese anziché chi effettivamente lavora. Anziché introdurre finalmente un salario minimo orario vincolante, l’esecutivo ha partorito un decreto che teorizza un presunto salario giusto che rappresenta solo aria fritta, per non dire una vera e propria truffa ai danni dei lavoratori.
L’analisi del comma 1 dell’articolo 7 rivela un arretramento rispetto alle sentenze della Cassazione che hanno sancito l’incompatibilità tra alcuni contratti nazionali, come quello della vigilanza, e quanto disposto dalla Costituzione all’articolo 36. Secondo il decreto meloniano, la retribuzione costituzionalmente corretta sarebbe quella sottoscritta dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. In sostanza, lo strumento normativo mira a impedire ai tribunali di obbligare le imprese a versare quanto effettivamente dovuto ai lavoratori. Si tratta di un’ulteriore metodologia, dopo i tentativi di emendamenti nella legge di bilancio, per frodare lavoratrici e lavoratori e tentare di bloccare contenziosi e risarcimenti.
Il decreto risulta inoltre inefficace rispetto ai contratti pirata che si sono diffusi grazie alla legge Sacconi promossa dal governo Berlusconi. I criteri per individuare le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sono infatti macchinosi e farraginosi, generando ulteriori ostacoli procedurali.
Anche l’articolo 12, che pretende di contrastare il caporalato digitale per i rider, cioè i lavoratori tramite piattaforme digitali, rappresenta una vera fregatura. Si configura come un passo indietro rispetto alla giurisprudenza consolidata che già prevede come subordinato di per sé questo tipo di lavoro, salvo prova contraria delle imprese. Nel decreto la presunzione di subordinazione è formulata in modo eccessivamente generico, ridotta a un vago “può essere”. Il governo Meloni si pone apertamente al servizio dei padroni e contro la classe lavoratrice, sia quella con cittadinanza italiana sia quella immigrata da altri paesi. La costante propaganda xenofoba dei fascioleghisti serve unicamente a occultare la reale natura di classe della destra.
