Di Luca Franceschi
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Le incoerenze del “campo largo” in Puglia si manifestano con particolare evidenza nei processi legati alle elezioni amministrative che si svolgono nella provincia Bat. Il fenomeno è caratterizzato da scelte contraddittorie e da posizioni che variano secondo le convenienze politiche del momento.
Il Partito Democratico aveva stabilito una linea ferma dopo gli eventi che riguardarono il Comune di Bari. In quell’occasione la segretaria Elly Schlein aveva annunciato un orientamento di massima rigidità: nessuno, nemmeno se semplicemente indagato, avrebbe potuto candidarsi. La realtà attuale, tuttavia, racconta una storia molto diversa. La scelta operata ad Andria di ignorare la presenza nelle liste di candidati sottoposti a indagini rappresenta una chiara contraddizione rispetto agli impegni precedentemente assunti.
Altrettanto rilevante è l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle, tradizionalmente identificato come la forza politica più orientata verso il garantismo penale. Ad Andria gli attivisti pentastellati hanno deciso di supportare la sindaca uscente Giovanna Bruno, con cui erano stati in opposizione, accettando di fatto liste contenenti candidati indagati. Si tratta di una scelta che contrasta nettamente con gli orientamenti dichiarati nel corso degli ultimi anni, cancellando anni di decisioni basate su dichiarazioni di principio riguardanti la legalità e l’onestà amministrativa.
Particolarmente emblematica risulta la differenza di comportamento riscontrata a Trani, dove lo stesso Movimento ha optato per l’uscita dal “campo largo” proprio per la presenza nelle liste di soggetti ritenuti sgraditi, pur non essendo questi sottoposti a indagini. Una evidente contraddizione che rivela l’utilizzo di parametri differenti secondo le circostanze.
Emerge così un duplice standard di valutazione: a livello nazionale vengono richieste le dimissioni di rappresentanti dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni anche solo nel caso in cui coinvolti in procedimenti investigativi, mentre a livello locale vengono applicati criteri variabili e flessibili in base alle esigenze politiche contingenti.
Naturalmente, occorre ribadire che ogni persona conserva la presunzione di innocenza sino alla definizione del processo. Tuttavia, la questione che qui si pone è essenzialmente di natura politica e riguarda la coerenza dell’azione amministrativa. Le dinamiche in atto nella provincia Bat dimostrano l’assenza di una direttrice omogenea e continua da parte dell’area centrosinistra e, soprattutto, del Movimento 5 Stelle, che orienta le proprie scelte in relazione alle specificità di ogni situazione locale.
Queste considerazioni sono state espresse dal deputato di Fratelli d’Italia con base territoriale ad Andria, Mariangela Matera.
