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FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «ITALIA – CINA. TERZI (FDI): LAVORARE PER RAPPORTO DI PARITÀ E COMPRENSIONE TRA UE E CINA»

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13.15 - lunedì 27 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Il senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della commissione Politiche Ue in Senato, ha affrontato il delicato tema delle relazioni tra Italia e Cina durante un convegno ospitato a Palazzo Madama. L’evento, organizzato dal senatore Antonella Zedda in collaborazione con Alessandro Petrini, consigliere della camera di commercio in Cina, ha riacceso i riflettori sulle dinamiche economiche e gli investimenti che legano i due paesi.

Secondo Terzi, il rapporto bilaterale tra Roma e Pechino affonda le radici in una storia di intensa cooperazione. L’Italia figura infatti tra i primi paesi al mondo ad aver stabilito relazioni diplomatiche con il governo cinese nel secondo dopoguerra. Le connessioni culturali tra le due nazioni rimangono profonde, testimonianza di una passione condivisa per lo scambio di conoscenze e valori che ha coinvolto nel corso dei secoli figure illustri come Marco Polo e Matteo Ricci, fino alle personalità di rilievo dell’epoca contemporanea.

Tuttavia, sul piano europeo ed economico emerge una questione cruciale: le asimmetrie nelle relazioni commerciali. Terzi ha sottolineato come crescenti divergenze caratterizzino il confronto tra la visione europea della libertà di mercato, del commercio aperto e del rispetto dei diritti dei lavoratori, rispetto alla concezione cinese centrata su una marcata volontà sinocentrica, tanto a livello economico quanto in materia di sicurezza globale.

La posizione dell’Unione europea richiede un equilibrio delicato. La Cina rappresenta un partner economico di fondamentale importanza per le imprese europee, ma al contempo incarna una realtà competitiva e un avversario strategico, così come ufficialmente designato dai Consigli europei e nell’ambito atlantico. È necessario, secondo il senatore, operare contemporaneamente su entrambi i versanti del rapporto.

Nel dialogo tra realtà di grande rilevanza geopolitica come l’Unione europea e la Cina non può sussistere altro che una relazione fondata sulla parità e sulla comprensione reciproca. Risulta imprescindibile creare per le aziende europee un campo d’azione equo, dove la cooperazione prevalga sugli elementi competitivi e dove viga un principio di leale concorrenza.

L’Europa nel suo insieme mantiene la posizione di seconda potenza economica mondiale e si caratterizza come promotrice di coesione sociale. L’Italia, quale membro di questo sistema, si conforma rigorosamente ai principi stabiliti dai trattati internazionali e dalle normative europee. Su questioni riguardanti gli aiuti di stato, il dumping commerciale e la tutela dei diritti dei lavoratori, il nostro paese opera con determinazione per sviluppare programmi e iniziative esenti da forme di coercizione.

Terzi ha espresso fiducia nella volontà della Cina di sostenere questo sistema di regole internazionali, di consolidare l’approccio multilaterale e di contribuire alla creazione di un campo di gioco comune capace di generare vantaggi reciproci per tutte le parti interessate. La variabile del rischio economico legato alle dinamiche geopolitiche acquista importanza crescente per le aziende italiane, dato che emerge chiaramente dalle ricerche e dai sondaggi del World Economic Forum di Davos, dove il confronto geoeconomico aspro e i conflitti derivanti dall’uso indiscriminato della forza occupano i primi due posti tra le principali preoccupazioni di migliaia di imprenditori e esperti a livello globale.

Diventa quindi prioritario operare in coordinamento con organismi quali le Camere di Commercio e i canali istituzionali competenti, al fine di alimentare costantemente il dialogo e la trasparenza a beneficio di tutte quelle aziende italiane che svolgono la loro attività in relazione con la Cina.

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