(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Consulta provinciale per la Salute esprime forte preoccupazione per l’ennesimo blackout informatico che ha colpito nella notte i servizi sanitari trentini, con ripercussioni dirette sull’operatività dei pronto soccorso e sull’accesso alle prestazioni da parte dei cittadini. Un guasto di questo tipo, che impone rallentamenti nelle procedure di accettazione e nella gestione dei percorsi assistenziali, non può più essere considerato un episodio occasionale, ma si inserisce in una sequenza di criticità che da tempo segnala la fragilità dell’infrastruttura digitale sanitaria.
Nell’ultimo anno si sono registrati il blocco della rete informatica dell’ospedale Santa Chiara con telefoni, accettazione e casse fuori uso, il caos al pronto soccorso di Trento con attese fino a dieci ore, e la sospensione dei punti prelievo in tutto il Trentino a causa del crash del software di laboratorio. Anche le fonti che hanno seguito più da vicino questi episodi parlano di criticità non episodiche ma strutturali, inserite in un contesto di disagio crescente dentro il sistema sanitario provinciale.
Di fronte a questo quadro, non è più accettabile ridurre tutto alla formula burocratica del “guasto informatico”. Quando saltano i sistemi, si fermano prestazioni, si allungano le attese, si rimandano cittadini a casa e si scarica ancora una volta il peso dell’emergenza su chi lavora in prima linea, il problema non è solo tecnico: è organizzativo, gestionale e politico.
In questo contesto, la Consulta intende esprimere solidarietà, vicinanza, apprezzamento e pieno sostegno agli opera-tori sanitari dei pronto soccorso trentini, che da oltre un anno stanno affrontando i disservizi informatici in un contesto già segnato da forte pressione organizzativa, carenza di risorse e condizioni spesso emergenziali. Medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e personale amministrativo stanno garantendo continuità di servizio nonostante i ripetuti malfunzionamenti dei sistemi, con un impegno che merita riconoscimento pubblico e rispetto concreto.
In questi mesi, gli operatori hanno continuato a segnalare con precisione i problemi, a documentare i disservizi e a mettere in campo, nelle condizioni date, risposte efficaci per limitare le conseguenze sui pazienti. Questo senso di responsabilità ha permesso di contenere l’impatto dei guasti, ma non può diventare il sostituto permanente di un’organizzazione tecnologica affidabile e sicura.
Per questo la Consulta chiede che Provincia e Azienda sanitaria si assumano fino in fondo le proprie responsabilità e presentino immediatamente un quadro pubblico e verificabile su cause, tempi, servizi coinvolti, procedure alternative attivate e misure strutturali già finanziate per evitare nuovi blackout. Non bastano rassicurazioni generiche né lo scari – cabarile sulle ditte fornitrici: serve una scelta chiara di governo, serve trasparenza e serve un piano straordinario di messa in sicurezza dei sistemi sanitari digitali.
La sicurezza informatica è parte integrante della sicurezza delle cure, dell’accessibilità dei servizi e della dignità del lavoro sanitario, e necessita di un impegno immediato, concreto e trasparente, all’altezza della complessità della situazione e delle aspettative della Comunità.
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Presidente della Consulta provinciale per la Salute Elisa Viliotti
