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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «RICCIARDI (M5S): BUON 25 APRILE AI RAGAZZI CHE SI SENTONO LEGATI CON UN FILO ROSSO A QUELLI CHE HANNO LIBERATO IL PAESE»

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11.55 - venerdì 24 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera ha rivolto un messaggio di auguri per il 25 aprile, sottolineando il legame ideale tra le giovani generazioni di oggi e i partigiani che liberarono l’Italia.

Un augurio particolare è stato rivolto alle ragazze e ai ragazzi che si sentono connessi con un filo ideale a quei giovani del secolo scorso che hanno liberato il paese. Troppo spesso si dimentica, scorrendo i nomi dei partigiani, che erano soprattutto ragazzi e ragazze giovanissimi, di 18, 20, 25, 30 anni.

Un saluto è andato anche a coloro che hanno sentito nel cuore la sofferenza per un orrore lontano nel tempo ma così vicino emotivamente, e che scendendo nelle piazze, urlando con la forza di un ideale, hanno restituito dignità al nostro paese.

Gli auguri sono stati estesi agli anziani che orgogliosamente innalzano i gonfaloni con le bandiere italiane ormai consumate dagli anni, con la scritta cucita sul bianco del tricolore della loro sezione, che a ogni caduto, a ogni ricordo di orrore, si stagliano fieramente al cielo.

Un pensiero è andato a chi non si è fatto influenzare da una propaganda lunga trent’anni che ha cercato di sporcare il più grande patrimonio collettivo presente nella storia del nostro paese.

Il ricordo ha toccato chi va nelle Langhe e rivede Beppe Fenoglio, la Repubblica dell’Ossola, chi nel Monte Caucaso piange Angelo Pistritto, nome di battaglia “Fuoco”, staffetta partigiana ucciso a 18 anni.

Un omaggio è stato reso a chi non cerca di insozzare il ricordo delle vittime delle Fosse Ardeatine con stupidaggini smentite dalla storia, e a chi ha percorso almeno una volta il sentiero della Maiella e quando sente la bufera pensa a quei disertori di Salò.

La memoria si è soffermata su chi nelle nostre isole sente il dolore di chi era al confino, da Ventotene a Lipari, dalle Tremiti a Lampedusa. A chi sa che purtroppo i campi di concentramento erano anche in Italia e sa cos’è accaduto alla risiera di San Sabba.

Un pensiero è andato a chi nella terra Apuana conosce i luoghi delle stragi come se fossero una costellazione che unisce Stazzema alla Lunigiana, a chi ha scritto in quei luoghi: ci avete seppellito ma non sapevate che eravamo semi.

Il ricordo ha abbracciato chi ricorda come gli scugnizzi, i femminielli, donne, uomini, artisti, intellettuali, operai, una città intera, per prima in Europa, ha alzato la voce, imbracciato le armi e in 4 giornate ha liberato Napoli, tracciando l’orizzonte per tutta la Resistenza italiana.

In tutti questi luoghi, in tutta Italia, e per tutta questa gente, il 25 aprile rappresenta il momento di unità, di sentire comune, di orgoglio patriottico più alto che esista. Essere connessi in tutto questo è un’emozione che ogni anno si rinnova e si trasmette.

Un augurio finale è andato a chi si emoziona cantando ancora “scarpe rotte eppur bisogna andar”, e a chi sente vibrare le vene quando pronuncia “ora e sempre Resistenza”.

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