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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «PATUANELLI (M5S): AVETE ATTACCATO SISTEMATICAMENTE IL SISTEMA PAESE»

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12.00 - mercoledì 22 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli ha lanciato un duro attacco alla politica economica del Governo, concentrando la sua critica sul nodo centrale della crescita economica. Secondo il rappresentante pentastellato, sono quattro anni che il Paese non registra sviluppo e proprio in questo dato si misura il vero fallimento dell’esecutivo.

Patuanelli ha spiegato che il rapporto debito/PIL non può essere considerato un numero da manipolare attraverso tagli o operazioni di propaganda, trattandosi di un rapporto matematico. L’idea di ridurlo comprimendo il denominatore, cioè il PIL, viene definita economicamente priva di senso. Anzi, secondo il vicepresidente M5S, la situazione è ancora più grave: scendere sotto il 3% di deficit azzerando la crescita significa attuare una macelleria sociale ancora più dura di quella già in corso, senza nemmeno ottenere risultati strutturali.

Il problema più profondo, secondo Patuanelli, risiede nella dottrina economica che guida l’azione del Governo, definita integralmente sbagliata. Il M5S denuncia questa impostazione da anni, ricevendo insulti da presunti commentatori economici che oggi dovrebbero almeno avere l’onestà intellettuale di guardare i numeri reali.

Il rappresentante pentastellato ha poi affrontato il tema dell’ipocrisia sui cosiddetti sussidi ambientalmente dannosi. L’aumento delle accise sul diesel è stato giustificato con la scusa della sostenibilità, ma secondo Patuanelli il sussidio ambientalmente dannoso poteva essere eliminato abbassando l’aliquota sulla benzina, invece di alzare quella sul diesel per fare cassa. Si tratta, ancora una volta, di più tasse e meno crescita.

Lo schema è sempre lo stesso, ha denunciato: tassare, tagliare, comprimere. E i risultati sono evidenti a tutti.

Patuanelli ha richiamato i dati storici degli ultimi trent’anni, periodo in cui l’Italia ha registrato un avanzo primario per circa 25 anni. Venticinque anni di rigore, di sacrifici, che dimostrano una cosa semplice: quella strategia non funziona. Non ha ridotto il debito in modo strutturale, non ha rilanciato il Paese, non ha creato sviluppo.

Nonostante questa evidenza, il Governo insiste, andando avanti come se nulla fosse. Una follia, secondo il vicepresidente M5S.

Senza il denominatore, senza il PIL, il Paese è destinato a morire, ha affermato Patuanelli con toni drammatici. Senza crescita muore, senza industria muore, senza piccole e medie imprese muore. E questo Governo, secondo l’esponente pentastellato, sta dando il colpo di grazia al sistema produttivo italiano.

La questione non riguarda la procedura d’infrazione o il fatto di esserne usciti o meno. Il problema è molto più grave: si tratta di un attacco sistematico alla crescita.

La conclusione di Patuanelli è netta: senza crescita, non c’è futuro per il Paese.

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