Di Luca Franceschi
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I dati Eurostat sul deficit pubblico italiano del 2025 certificano il mancato rispetto della soglia del 3% rispetto al PIL, impedendo così all’Italia di uscire dalla procedura d’infrazione europea. È quanto emerge dalle dichiarazioni del senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione d’inchiesta sulle banche.
Secondo Turco, non si tratta di una questione di decimali, come invece vorrebbero far credere i propagandisti di centrodestra. La questione centrale riguarda invece l’abnorme fallimento della politica economica portata avanti dal Governo Meloni e dal ministro Giorgetti.
L’esecutivo avrebbe infatti tentato di conseguire obiettivi contabili relativi a deficit e debito pubblico attraverso una strategia che ha finito per affossare la crescita italiana, portando il Paese sull’orlo della recessione e collocandolo all’ultimo posto sia nell’Unione Europea che nel G20.
Giorgetti e Meloni hanno prima sottoscritto un Patto di stabilità definito folle e soffocante, poi hanno applicato politiche di austerità basate su tagli alla spesa pubblica e aumenti fiscali per conseguire l’avanzo primario. L’errore fondamentale, secondo il senatore pentastellato, è stato quello di trasformare l’avanzo primario in un fine anziché utilizzarlo come strumento.
Il risultato di questa impostazione è stato l’azzeramento feroce della crescita economica, che ha fatto sballare i conti del debito pubblico, in costante aumento sotto il Governo Meloni, impedendo al contempo il raggiungimento degli obiettivi di deficit prefissati.
Senza crescita economica non può esserci consolidamento fiscale: questo è il principio economico che l’esecutivo si sarebbe ostinatamente rifiutato di comprendere, secondo Turco. Tale errore catastrofico avrebbe lasciato il Paese in condizioni disastrose.
Per questi motivi, il vicepresidente del M5S chiede che il ministro Giorgetti si presenti immediatamente in Parlamento per riferire sulla situazione.
