Di Luca Franceschi
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Il deputato Antonino Iaria del Movimento 5 Stelle ha espresso forti perplessità sulle dichiarazioni rese dal ministro Urso durante l’audizione odierna su Poste Italiane. Secondo il parlamentare pentastellato, dall’incontro non è emersa quella visione strategica che sarebbe necessaria in un momento così cruciale per l’azienda e per i servizi essenziali del Paese.
Non è sufficiente limitarsi ad affermare che la situazione è sotto controllo. Il nodo centrale riguarda trasformazioni di portata significativa che investono diversi ambiti fondamentali: il servizio universale, il processo di digitalizzazione, la riorganizzazione dei servizi, le condizioni lavorative e il mantenimento della presenza sul territorio nazionale.
Su questi temi fondamentali, secondo Iaria, il ministro non ha fornito risposte adeguate. Il Movimento 5 Stelle continua a sollevare interrogativi concreti che richiedono risposte chiare e immediate.
Quanti uffici postali rischiano di chiudere o di subire una riduzione degli orari di apertura nel prossimo futuro. È prevista un’ulteriore diminuzione dei giorni dedicati al recapito della corrispondenza. Le risorse economiche messe a disposizione sono davvero sufficienti a garantire un servizio di qualità e diffuso capillarmente su tutto il territorio. Quali forme di tutela si intendono predisporre per proteggere i cittadini più vulnerabili durante il processo di transizione digitale.
Quali conseguenze si avranno sull’occupazione e sull’organizzazione del personale. Infine, quale equilibrio si vuole preservare in un settore delicato come quello della distribuzione di pacchi e dei servizi postali.
La questione politica di fondo, sottolinea Iaria, è che il ministro parla di trasformazione senza dimostrare una reale capacità di gestirla e indirizzarla. Manca una visione complessiva sui cambiamenti che stanno investendo il mondo del lavoro, sulle competenze professionali che saranno necessarie, sugli strumenti da attivare per accompagnare questa evoluzione e sulla necessità di non abbandonare lavoratori e cittadini.
La trasformazione non può ridursi a un termine elegante utilizzato per mascherare tagli ai servizi, ridimensionamenti dell’offerta o un progressivo abbandono delle aree territoriali. Se Poste Italiane registra miglioramenti nei suoi bilanci economici, è necessario chiarire in modo trasparente chi sta sostenendo il peso di questi risultati.
Il Movimento 5 Stelle non accetterà che il costo di questa trasformazione venga fatto ricadere esclusivamente sui cittadini, attraverso una riduzione dei servizi e una minore presenza dello Stato, oppure sui lavoratori, con un aumento della pressione lavorativa e minori garanzie contrattuali.
La politica industriale ha precisamente questa funzione: orientare il cambiamento, ripartire in modo equo costi e benefici, tutelare l’interesse collettivo. Su questo aspetto cruciale, conclude Iaria, il ministro Urso oggi non ha fornito il contributo essenziale che ci si attendeva.
Non è sufficiente dichiarare che tutto procede regolarmente. È indispensabile spiegare chi assume le decisioni, sulla base di quale strategia e con quali garanzie per il Paese. Quando si affronta il tema di Poste Italiane non si discute soltanto di conti economici, ma di lavoro, diritti, servizio universale e presenza pubblica nei territori.
