Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni è alle prese con complessi equilibri di bilancio in vista della definizione del Documento di Finanza Pubblica, ma tra le varie questioni sul tavolo sembra esserci già una vittima sacrificale: il Piano Casa. Dopo gli annunci della premier dello scorso 9 aprile, l’argomento è letteralmente sparito dal radar delle priorità dell’esecutivo.
Non se ne parla più né la presidente del Consiglio, né il vicepremier Salvini, né il ministro dell’Economia Giorgetti. Eppure Meloni lo aveva dato per certo entro il 1° maggio. A sollevare la questione è il vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera, Agostino Santillo del Movimento 5 Stelle.
Nel frattempo, il governo non sa come gestire la proposta di legge sul tema elaborata dai deputati di M5S, Pd e Avs, che è ora arrivata al momento cruciale della discussione in aula alla Camera. Si tratta di un testo che contiene passaggi molto concreti e operativi.
La proposta prevede la mappatura delle cubature private e pubbliche da utilizzare ad uso abitativo, la distinzione netta tra edilizia residenziale pubblica e edilizia residenziale sociale, con l’obiettivo di evitare speculazioni a svantaggio della prima. Include inoltre la riattivazione del fondo per il sostegno alle locazioni e di quello per i cosiddetti morosi incolpevoli.
Un altro elemento qualificante della proposta è il salto di qualità giuridico sul diritto all’abitare, che secondo i proponenti dovrebbe essere inserito in Costituzione.
Il governo ha promesso un imprecisato piano di alloggi senza stanziare nemmeno un euro in più di investimento, limitandosi alla riallocazione di risorse prese qua e là. Più che un Piano Casa, secondo Santillo, si tratterebbe di una vera e propria barzelletta.
Il rischio concreto è che non arrivi nemmeno questa misura minima, travolta dai complessi equilibri contabili necessari per la formulazione del Documento di Finanza Pubblica. Per l’esponente pentastellato, le politiche abitative per il governo Meloni vengono sempre dopo qualcos’altro, mai in cima alle priorità dell’agenda politica.
