Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle esprime dura preoccupazione per le dichiarazioni del ministro Crosetto in merito alla possibile missione militare navale a Hormuz. Secondo quanto riferito, il ministro avrebbe affermato che non si “formalizzerà” qualora dovesse mancare un mandato delle Nazioni Unite per l’operazione a cui l’Italia sarebbe pronta a partecipare.
I parlamentari pentastellati delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato definiscono “gravi” queste affermazioni, provenienti da un esponente di un esecutivo che, a loro dire, ha dimostrato scarsa considerazione per le istituzioni internazionali. Viene ricordato come il governo abbia partecipato al contestato Board of Peace, delegittimando di fatto l’Onu, e come abbia sottratto alla giustizia internazionale un individuo ricercato dalla Corte Penale Internazionale.
Secondo il M5S, le parole di Crosetto rivelerebbero una visione distorta del ruolo delle Nazioni Unite, considerando una risoluzione del Consiglio di Sicurezza come una mera formalità burocratica priva di sostanza. Al contrario, spiegano i parlamentari, tale passaggio rappresenta un elemento politico-diplomatico fondamentale per assicurare alla missione un sostegno multilaterale riconosciuto da tutte le potenze mondiali, incluse Cina e Russia.
Il Movimento sottolinea come queste nazioni dovrebbero fungere da garanti del rispetto di un vero trattato di pace tra Washington e Teheran, non di una semplice tregua precaria e temporanea, quale prerequisito essenziale per qualsiasi operazione di questo tipo.
Un’operazione militare internazionale che non si svolga sotto l’egida dell’Onu mancherebbe, secondo i pentastellati, di una legittimità internazionale condivisa e non potrebbe essere considerata neutrale. Una simile missione assumerebbe una natura ambigua e rischierebbe di essere associata alle attività ostili condotte dagli Stati Uniti nelle medesime acque, specialmente qualora avvenisse in coordinamento con i comandi americani.
Il Movimento 5 Stelle ribadisce con fermezza che il diritto internazionale non può essere considerato una mera formalità. Esso rappresenta invece la struttura giuridica che garantisce il rispetto delle regole di convivenza pacifica tra le nazioni, proteggendo in particolare quelle meno potenti come l’Italia. Senza questo fondamento normativo condiviso, concludono i parlamentari, rimarrebbe soltanto la forza militare e la guerra come unici strumenti di relazione internazionale.
