Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino ha replicato duramente alle dichiarazioni dell’onorevole Matone, definendole “stizzite” e frutto di “una paura evidente” di chi assiste allo svuotamento delle proprie manifestazioni mentre cresce la partecipazione alle iniziative per la pace.
L’ex sindaca di Torino ha respinto con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione, dichiarando di non accettare “lezioni di legalità da chi invoca i roghi per le bandiere”. Appendino ha rivendicato il proprio operato durante il mandato amministrativo, ricordando di aver “sgomberato aree anarchiche” e di aver “sempre condannato ogni forma di violenza con i fatti”.
La parlamentare pentastellata ha poi attaccato frontalmente i suoi avversari politici, sottolineando come “ieri a Milano eravate quattro gatti a celebrare un finto patriottismo fatto di fumo e ipocrisia”. Un contrasto netto con la mobilitazione del “popolo della pace” che secondo Appendino sta “invadendo l’Italia”.
La critica si è estesa alle scelte politiche del governo, accusato di chiudersi “nei palazzi a votare decreti che alimentano le guerre e sottraggono miliardi alla sanità pubblica”. Secondo la deputata M5S, questa linea politica si scontra con l’azione di “una generazione che con la sola forza della coerenza” sta riuscendo a costringere l’esecutivo a rivedere “persino la cooperazione militare con Israele”.
Su quest’ultimo punto, Appendino ha annunciato la volontà del suo partito di “vederci chiaro” riguardo a quella che definisce una “retromarcia” del governo.
La parlamentare ha quindi rivendicato il significato della bandiera della pace, respingendo l’idea che possa essere utilizzata come “scudo per violenti” e definendola invece “il simbolo di un’Italia che rifiuta la vostra economia di morte e il vostro silenzio sui massacri a Gaza e in giro per il mondo”.
Appendino ha concluso il suo intervento annunciando che il Movimento 5 Stelle continuerà a scendere in piazza “con le nostre bandiere, con orgoglio e a viso scoperto”, rivendicando la scelta di stare “tra la gente” anziché essere “chiusi nei palazzi a votare il riarmo insieme ai vostri alleati”.
