Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia, ha espresso dure critiche nei confronti dell’articolo 30 bis del decreto Sicurezza approvato in Senato, definendolo un grave attacco all’avvocatura.
La norma in questione prevede un incentivo economico per gli avvocati che riescano a convincere i propri assistiti ad aderire al rimpatrio volontario. Secondo D’Orso, si tratta di una disposizione offensiva che stravolge completamente il ruolo dell’avvocatura nel sistema giuridico italiano.
La parlamentare pentastellata ha accusato la maggioranza di essere priva di coscienza costituzionale e di voler strumentalizzare gli avvocati per realizzare le proprie scelte politiche in materia di immigrazione. Il tentativo di allettare economicamente i legali per favorire il rimpatrio dei migranti viene definito come il modo più volgare di procedere.
La norma, oltre a calpestare i diritti e la dignità dei migranti, secondo D’Orso getta discredito sull’intera categoria forense. Dietro questa disposizione si nasconderebbe infatti il sospetto che gli avvocati assistano i migranti e promuovano ricorsi in modo strumentale e per finalità di guadagno.
L’approccio della maggioranza viene criticato per voler rendere più conveniente l’assistenza al rimpatrio rispetto al diritto di difesa. Questa impostazione rivelerebbe, secondo la deputata M5S, la concezione del mondo delle destre al governo, secondo cui tutto può essere comprato, compresa la dignità professionale degli avvocati.
D’Orso ha espresso pieno sostegno all’Organismo congressuale forense per aver alzato la voce contro quella che viene definita “barbarie giuridica” e per aver annunciato lo stato di agitazione dell’avvocatura.
Il Movimento 5 Stelle ha annunciato la presentazione di un emendamento soppressivo della norma, con l’obiettivo di ribadire la funzione costituzionale dell’avvocato come figura libera e indipendente, presidio dei diritti fondamentali e in particolare del diritto di difesa per ogni persona.
