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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «DL SICUREZZA, CATALDI (M5S): GOVERNO NON HA AGENDA, TG DELLA SERA DIVENTANO DECRETI LA MATTINA DOPO»

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11.01 - venerdì 17 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Il senatore Roberto Cataldi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Affari costituzionali, ha espresso dure critiche al decreto sicurezza durante la dichiarazione di voto, denunciando l’assenza di una vera agenda politica da parte del governo.

Nel 2024 in Italia le vittime di violenza sessuale sono state più di 6.500, eppure nel decreto sicurezza la violenza sessuale non compare. Non compaiono neppure le truffe informatiche che nello stesso anno sono state più di 18mila. Il decreto si concentra invece su aspetti marginali come la criminalizzazione del coltellino svizzero che il cittadino porta in montagna per preparare la merenda.

Il provvedimento prende di mira il mendicante “insistentemente molesto”, il lavavetri, il venditore di rose, perché questo governo non ha un’agenda politica e se la fa dettare dai titoli di giornale. Quello che vede in televisione la sera, lo fa diventare un decreto la mattina dopo. Non si sta convertendo un decreto legge, ma una rassegna stampa.

Da oggi in una città dovrà temere sanzioni chi chiede l’elemosina in modo insistentemente molesto, mentre potranno stare tranquilli l’assessore che trucca gli appalti per favorire gli amici di partito, perché l’abuso d’ufficio questa maggioranza non vuole reintrodurlo. Rimarranno impuniti anche il faccendiere che si fa dare soldi sostenendo di avere le conoscenze giuste, dato che il traffico di influenze illecite oggi è reato fino a un certo punto, e chi fa affari sporchi al telefono, visto che sono state limitate le intercettazioni.

Starà tranquillo anche chi spreca il denaro pubblico perché il governo Meloni ha neutralizzato la Corte dei Conti. Questo è il sesto decreto in materia di sicurezza in tre anni e mezzo di legislatura, che Cataldi definisce “decreti fallimento”, perché se uno solo di questi avesse funzionato oggi non si sarebbe ancora qui a parlarne.

Il governo non ha ancora capito che un vero confronto parlamentare sul tema sicurezza, magari a inizio legislatura, avrebbe forse consentito di affrontare il problema seriamente e non con soluzioni propagandistiche. C’è un problema di impostazione: si interviene solo con la repressione e non si affrontano mai le cause del disagio sociale da cui si genera la criminalità.

Un Paese che mette più mendicanti in carcere e lascia meno soldi nelle tasche dei cittadini non è un Paese più sicuro, ma un Paese che ha sbagliato nemico, ha concluso il senatore pentastellato.

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