Di Luca Franceschi
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Il senatore Pietro Lorefice del Movimento 5 Stelle ha definito il dibattito sul gas russo come “pura retroguardia”, evidenziando come questo dimostri l’assenza di progressi dell’Italia verso la sovranità energetica sotto il Governo Meloni.
Lorefice ha sottolineato che ancora oggi l’Unione Europea acquista gas russo, che copre oltre il 10% del fabbisogno energetico europeo. Il parlamentare ha criticato la premier Meloni per aver auspicato una rapida conclusione del conflitto russo-ucraino prima dell’entrata in vigore del bando europeo sul gas russo, previsto per il primo gennaio 2027.
Secondo il senatore del M5S, questa posizione rappresenterebbe un’ammissione indiretta del fallimento della strategia del conflitto a oltranza e rivelerebbe il desiderio di una rapida riapertura dei rubinetti russi. Lorefice ha denunciato il fallimento della politica energetica italiana, che avrebbe semplicemente sostituito una dipendenza con un’altra, passando dalla Russia a Stati Uniti, Algeria e Qatar, senza liberarsi completamente dalla prima.
Il vero problema, ha spiegato Lorefice, non è il gas russo in sé, ma la continua dipendenza dell’Italia dal gas di altri Paesi. Questa condizione mantiene il Paese in una posizione di non sovranità, non autonomia e quindi di ricattabilità.
Il Movimento 5 Stelle rivendica una visione di vera autonomia strategica basata su massicci investimenti nelle energie rinnovabili. Tra le misure concrete proposte figurano le comunità energetiche per l’autoproduzione e l’autoconsumo condiviso di energia, i contratti di acquisto a lungo termine e a prezzo fisso dell’energia rinnovabile per proteggere le imprese dalle fluttuazioni del mercato, e l’Energy release, il mutuo energetico che permette alle imprese di acquistare energia elettrica dal Gestore dei Servizi Energetici a prezzo calmierato in cambio dell’installazione di impianti rinnovabili.
La proposta include anche investimenti nelle batterie di accumulo e nelle smart grid per ottimizzare la gestione dell’energia, incentivi per l’efficientamento energetico di imprese ed edifici residenziali che contribuiscono per il 32-37% alle emissioni di CO2, e la sospensione e riscrittura del Patto di stabilità per liberare risorse economiche significative.
Lorefice ha concluso definendo questa la vera visione di sovranità energetica e di non ricattabilità del M5S, in netto contrasto con quanto realizzato dal Governo Meloni.
