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PAT * «SI CONCLUDE IL SERVIZIO E.MOTION, RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DEL BIKE SHARING»

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13.53 - mercoledì 15 aprile 2026

Il servizio di bike sharing “e.motion” attivo in provincia di Trento dalla fine del 2014 si avvierà al termine nel corso del 2026, con lo smantellamento definitivo di tutte le ciclo stazioni entro la fine dell’anno. La decisione è legata al superamento della vita utile tecnica dell’infrastruttura e al trend negativo registrato negli ultimi tre anni, che ha visto un calo significativo nei numeri di utilizzo.

Nel 2025 il servizio ha contato poco più di 30.000 prelievi annui, una cifra decisamente lontana dal picco di quasi 100.000 movimenti toccato nel biennio 2021-2022, subito dopo l’implementazione del sistema. Il declino è stato progressivo, con la curva che ha iniziato a scendere già nel 2023.

Per oltre un decennio, il servizio ha rappresentato una soluzione di mobilità sostenibile particolarmente apprezzata dagli utenti trentini. Il sistema è presente in 17 comuni lungo l’asta dell’Adige, dalla Piana Rotaliana fino alla Vallagarina, con 85 ciclo stazioni attive, 920 stalli disponibili e 420 biciclette, di cui 180 a pedalata assistita. Nel 2024 gli utenti attivi erano circa 1.500.

I dati complessivi del servizio nel periodo 2014-2025 risultano comunque significativi: 15.000 utenti complessivi, oltre 740.000 prelievi e quasi 1,7 milioni di chilometri percorsi in ambito urbano. Questo ha permesso di evitare l’emissione di quasi 230.000 chilogrammi di CO2 e di generare un risparmio economico di circa 1,2 milioni di euro rispetto ai costi di mobilità tradizionali.

Nel 2024 il servizio ha registrato 30.000 prelievi, con una distanza di circa 73.000 chilometri, consentendo un risparmio “auto equivalente” di circa 50mila euro, il risparmio di 5.200 litri di carburante e l’evitamento di circa 10.000 chilogrammi di CO2.

L’analisi delle cause del calo ha evidenziato fattori molteplici, tra cui diffusi fenomeni di vandalismo e prelievi non autorizzati, la preferenza di molti utenti per le biciclette a pedalata muscolare rispetto a quelle assistite, e disservizi prolungati in alcune ciclo stazioni. Inoltre, una parte consistente degli utilizzatori ha deciso di acquistare una propria bicicletta, riscontrando la comodità del mezzo, abbandonando così la dipendenza dal servizio di sharing, un risultato in linea con gli obiettivi originari del progetto.

Un fattore determinante è stato anche l’orientamento del Comune di Trento, che assorbe circa il 70% dei prelievi totali. L’amministrazione comunale ha manifestato l’intenzione di proporre un nuovo bando per l’affidamento di servizi in sharing di monopattini e biciclette con tecnologia “free floating”, limitati però al territorio comunale con restituzione in aree ben precise. Questa scelta comporterebbe la perdita di una visione provinciale integrata e del collegamento funzionale tra le zone a nord e a sud del capoluogo, elementi fondamentali per un servizio extraurbano.

Riconoscendo quindi che l’infrastruttura ha raggiunto la fine della sua vita tecnica utile, la decisione della graduale dismissione nel 2026 consente anche il necessario rinnovo tecnologico, in linea con il percorso avviato dalle grandi città e capitali nord-europee.

Dal canto suo, il Comune di Rovereto ha avviato uno studio approfondito sul servizio, prevedendo il coinvolgimento della Comunità della Vallagarina, con l’obiettivo di rimodulare l’offerta di bike sharing al fine di garantire una soluzione adeguata alle esigenze del territorio.

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