Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle Giorgio Fede ha sollevato pesanti critiche nei confronti del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, accusandolo di aver abbandonato progetti infrastrutturali strategici per privilegiare interventi che favorirebbero principalmente il territorio di sua residenza.
Durante il governo Conte II era stato avviato uno studio di fattibilità per l’arretramento e l’allargamento del tracciato dell’autostrada A14, un progetto che aveva coinvolto direttamente il concessionario Autostrade per l’Italia, il quale aveva ricevuto risorse specifiche per la realizzazione di questo doppio tracciato. Lo stesso governatore Acquaroli, all’epoca neoeletto, aveva presentato personalmente il progetto ai sindaci dei comuni interessati dall’intervento.
Tuttavia, dal 2020 di quella iniziativa si sono completamente perse le tracce, mentre l’A14 continua a rappresentare un’arteria critica del sistema viario nazionale, caratterizzata da incidenti frequenti, blocchi del traffico e code interminabili che sono diventate una triste routine quotidiana per migliaia di automobilisti.
Nel frattempo, dopo sei anni di totale silenzio su questo fronte, emerge la notizia che lo stesso Acquaroli si prepara al taglio del nastro per l’avvio dei lavori della nuova uscita Valpotenza. Si tratta sostanzialmente di un casello che il deputato pentastellato definisce “ad personam”, considerando che quella zona corrisponde all’area di residenza del presidente delle Marche.
La vicenda richiama alla memoria, secondo Fede, episodi analoghi verificatisi negli anni passati nell’ambito del centrodestra, come il caso dei primi anni del millennio quando un volo venne dirottato su Albenga per consentire all’allora ministro Scajola di evitare il traffico stradale.
Il deputato M5S, che è anche candidato a sindaco del centrosinistra nel comune di San Benedetto del Tronto, ha chiesto chiarezza immediata sia da parte di Acquaroli che da Autostrade per l’Italia. Tutti gli abitanti dei comuni costieri hanno il diritto di conoscere le ragioni che hanno determinato l’immobilismo pluriennale sull’ampliamento del tracciato autostradale, soprattutto considerando che le risorse per realizzare nuove uscite evidentemente si riescono a reperire.
La richiesta è quella di un’operazione trasparenza immediata, sottolineando come le destre non siano nuove a quello che viene definito come “giochini delle tre carte” a danno dell’interesse pubblico generale.
