Di Luca Franceschi
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I dati diffusi dalla Banca d’Italia sulle rimesse degli immigrati verso l’estero risultano particolarmente significativi. Nel corso del 2025, gli importi trasferiti all’estero hanno registrato un incremento passando da 8,3 a 8,6 miliardi di euro, con una crescita del 3,9%. A guidare la classifica dei Paesi destinatari si conferma il Bangladesh, che ha consolidato la propria posizione con una quota pari al 19,6% del totale delle rimesse. L’India segue in seconda posizione con il 6,9%, scalando dalla sesta posizione dello scorso anno, mentre il Marocco occupa il terzo posto con una percentuale del 6,7%, appena superiore alle Filippine.
Tra i dati più rilevanti emerge l’assenza della Cina dai flussi contabilizzati ufficialmente, poiché i trasferimenti di denaro verso il territorio cinese utilizzano frequentemente canali non ufficiali. Questi numeri rappresentano cifre economicamente considerevoli che richiedono un’attenta riflessione sul piano delle politiche pubbliche.
Per affrontare questa questione, il governo ha accolto positivamente un emendamento presentato che prevede di considerare questi flussi finanziari ai fini del calcolo dell’ISEE, equiparandoli al risparmio sui conti correnti. L’esecutivo sta infatti elaborando un Decreto del Presidente del Consiglio che includerà anche questi capitali sottratti all’economia italiana e al sistema di welfare nazionale. Tale intervento rappresenta un approccio pratico e concreto al problema, caratterizzato da una visione pragmatica focalizzata su risultati tangibili piuttosto che su dibattiti teorici.
