Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle torna all’attacco sulla riforma degli istituti tecnici attraverso le parole del deputato Antonio Caso, membro della Commissione Cultura, che rivendica la correttezza delle critiche mosse fin dall’inizio al provvedimento del ministro Valditara.
“Fin dal principio abbiamo segnalato una riforma errata nel contenuto, alla quale si è aggiunta un’implementazione tardiva, confusa e mal gestita”, sottolinea Caso. Il parlamentare pentastellato evidenzia come ora il ministro dell’Istruzione si trovi costretto a intervenire d’urgenza per tentare di correggere le problematiche emerse e rispondere alle proteste del mondo scolastico.
Le criticità denunciate dal M5S riguardano diversi aspetti della riforma: i nuovi quadri orari, le incertezze relative alle classi di concorso, i dubbi sulla gestione degli organici e delle titolarità, oltre al fatto che le istituzioni scolastiche sono state abbandonate a se stesse nel gestire una fase di transizione particolarmente delicata.
La proclamazione dello stato di agitazione da parte del mondo della scuola ha spinto il Ministero a fornire indicazioni agli Uffici scolastici regionali per evitare situazioni di soprannumerarietà del personale. Inoltre, l’apertura a un possibile confronto per modifiche della normativa primaria e del decreto attuativo, con particolare attenzione proprio ai quadri orari, rappresenta secondo Caso la conferma che le problematiche segnalate erano concrete e che l’architettura della riforma presenta delle falle strutturali.
Tuttavia, il deputato del Movimento 5 Stelle non si dichiara tranquillizzato dalle misure correttive annunciate. “Valditara deve fermarsi e avviare un confronto autentico sull’impianto generale della riforma”, conclude Caso, specificando che procedere con interventi parziali e dell’ultimo momento non rappresenta una soluzione adeguata alle problematiche esistenti.
