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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «TFS, ALLA CAMERA CONFERENZA M5S-SINDACATI: “GOVERNO INTERVENGA, DIRITTI LAVORATORI VIOLATI”»

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18.20 - mercoledì 8 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Una conferenza stampa alla Camera dei Deputati ha riunito oggi esponenti del Movimento 5 Stelle e rappresentanti sindacali per rilanciare la richiesta di un intervento urgente del Governo sulla questione del Trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici, che deve essere corrisposto immediatamente al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Il deputato Alfonso Colucci, primo firmatario di una proposta di legge sulla materia, ha aperto i lavori sottolineando come “dopo tre pronunciamenti della Corte costituzionale questa è l’ora della verità”. Il parlamentare ha denunciato che “i lavoratori pubblici non sono un bancomat nelle mani del Governo” e ha chiesto di “ristabilire un sano rapporto di fiducia fra questi stessi lavoratori e lo Stato”, rifiutando “provvedimenti spot”.

Il capogruppo del M5S in commissione Lavoro a Montecitorio, Dario Carotenuto, ha rincarato la dose affermando che “su questo come su tanti altri temi la maggioranza ha alzato un muro”, ma assicurando che “la nostra battaglia non si ferma”. Carotenuto ha definito “criminoso” negare ai lavoratori i loro soldi, sostenendo che “non possiamo sempre attendere l’intervento della magistratura o della Consulta”.

La deputata Valentina Barzotti ha inquadrato la questione in termini politici, evidenziando l’urgenza di “andare incontro ai lavoratori pubblici, i cui salari spesso insufficienti non permettono di accantonare risorse”. Barzotti ha criticato il Governo per nascondersi “dietro al nodo delle coperture quando poi si spendono centinaia di miliardi in armi”.

Il vicepresidente della commissione Bilancio della Camera, Gianmauro Dell’Olio, ha riferito di essere in contatto con la Ragioneria generale dello Stato, il Ministro Giorgetti e l’INPS per trovare una soluzione. Dell’Olio ha definito inaccettabile “buttare miliardi sul Ponte sullo Stretto e al contempo continuare a ledere i diritti di milioni di cittadini”.

Dal fronte sindacale, il segretario generale di COSMED Giorgio Cavallero ha ricordato che esiste “una proposta di legge che deve andare avanti, cancellando le discriminazioni tra pubblico e privato”, e che sono state raccolte “50mila firme per risolvere questa incresciosa situazione”.

La segretaria generale della confederazione CODIRP Tiziana Cignarelli ha denunciato che “stiamo vivendo in deroga alla Corte costituzionale” e ha chiesto “il ripristino dei diritti violati, anche con il risarcimento dei danni subiti”. Cignarelli ha precisato che “le coperture si devono trovare al di fuori del mondo del lavoro, non sempre nel mondo del lavoro e sempre a carico della medesima platea”.

Roberto Caruso, presidente di FP CIDA, ha evidenziato un aspetto spesso trascurato: “la differenza tra il valore nominale del Tfs e il valore effettivo reale”. Ha portato l’esempio di “un dirigente che ha diritto di percepire 150mila euro di trattamento di fine rapporto nominale” ma che “perde 11.500 euro a causa dell’inflazione”. L’obiettivo, ha precisato, è “vincere questa battaglia entro l’anno”.

Il segretario generale della FLP Marco Carlomagno ha bocciato le soluzioni finora adottate, definendole “insufficienti”. “Non possono passare anni prima che il Tfs venga erogato”, ha affermato, chiedendo che “questo deve essere messo nell’immediata disponibilità dei lavoratori” e invitando a smettere di “giocare con i numeri e con la vita delle persone”.

Particolarmente dura la posizione del responsabile politiche previdenziali della CGIL Ezio Cigna, che ha parlato non solo di “sequestro, ma anche di furto”. Cigna ha chiesto al “Governo di riaprire il confronto con le organizzazioni sindacali, fermo da settembre 2023”, avvertendo che “mettere una toppa peggiorerebbe solo la situazione” e ribadendo che “la Costituzione non va cambiata ma applicata”.

Il segretario confederale della UIL Santo Biondo ha chiarito che il Tfs “è salario già maturato e dunque è un diritto contrattuale che deve essere contestualmente erogato, così come avviene nel privato, nel momento in cui c’è la cessazione del rapporto di lavoro”. Biondo ha proposto di “superare il meccanismo di differimento e rateizzazione e irrobustire la macchina amministrativa, al fine di garantire una gestione più fluida del meccanismo di pagamento”.

Infine, il segretario confederale della CISL Ignazio Ganga ha sottolineato l’eccezionalità della situazione, dichiarando di non sapere “in quanti altri casi nella storia d’Italia la Consulta si è espressa due volte con sentenza e stavolta con quella che definirei ordinanza-ingiunzione”. Ganga ha concluso affermando che “tale vertenza va disinnescata al più presto: questi sono soldi delle lavoratrici e dei lavoratori”.

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