Di Luca Franceschi
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Il Governo non governa il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ma si limita a rincorrerlo, mentre il Paese attraversa una fase di stallo. È questa la dura critica emersa oggi alla Camera durante la discussione sul Decreto PNRR.
I numeri economici dipingono un quadro preoccupante: crescita ferma allo zero, salari reali in diminuzione e produzione industriale che continua ad arretrare da tre anni consecutivi. Una situazione paradossale se si considera che dovrebbe essere in corso il più grande piano di investimenti pubblici della storia italiana.
Senza il PNRR, il Paese si troverebbe già in una condizione di recessione conclamata. Emerge quindi un interrogativo fondamentale: come è stato possibile gestire così male questa occasione storica di rilancio economico.
Durante l’esame del provvedimento, ogni tipo di emendamento proposto è stato bocciato, con la maggioranza che appare vincolata ai calcoli finanziari, peraltro ritenuti errati, del Ministro dell’Economia Giorgetti.
Le risorse messe in campo risultano insufficienti: poche centinaia di migliaia di euro non bastano per rimettere in carreggiata un Paese intero. Non è possibile continuare a galleggiare limitandosi a tamponare le emergenze quando si presentano.
Il vero problema risiede nel quadro complessivo in cui si inserisce questo decreto. Il Paese attraversa una fase di immobilismo e la realtà economica sta già presentando il conto di questa gestione inadeguata delle risorse europee.
Così Daniela Torto, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Bilancio, ha commentato la discussione sul Decreto PNRR, definendo il provvedimento inutile e criticando aspramente l’approccio dell’esecutivo alla gestione dei fondi europei.
