Di Luca Franceschi
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Cristina Almici, deputato di Fratelli d’Italia, chiede con forza che l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte venga ascoltato in merito alle vicende legate alla gestione dell’emergenza sanitaria. Secondo il parlamentare, l’ex premier non può sottrarsi alle proprie responsabilità utilizzando la Commissione Covid come uno scudo per evitare di comparire e fornire spiegazioni dirette.
Almici sottolinea un contrasto stridente tra l’immagine pubblica di Conte come “avvocato del popolo” e la sua attuale posizione di difensore di se stesso. Il deputato evidenzia come, invece di affrontare le questioni pubblicamente, l’ex capo del governo sembrerebbe preferire una strategia di sottrazione dal confronto diretto.
Nel comunicato vengono inoltre segnalate gravi testimonianze che emergono riguardanti percentuali anomale e presunte consulenze collegate ai contratti delle mascherine durante il periodo della pandemia. Si tratta di accuse che si aggiungono a una serie di altre criticità già evidenziate in passato.
Almici ricorda poi una lunga lista di provvedimenti e decisioni dell’epoca: dai DPCM, ai danni derivanti dal Superbonus, fino ai controversi banchi a rotelle. Secondo il deputato, un filo rosso collegherebbe tutte queste vicende e gli stessi cittadini italiani avrebbero continuato a pagare le conseguenze di scelte ritenute sbagliate.
Il parlamentare conclude con una richiesta perentoria: chiunque abbia guidato il Paese durante quei mesi critici deve rendere conto delle proprie azioni, senza ricorrere a scorciatoie procedurali o a protezioni di sorta. Per Almici, non vi è spazio per compromessi: Conte deve presentarsi e riferire senza ulteriori indugi.
