(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Alla luce delle recenti acquisizioni e consolidamenti nel settore dell’informazione, l’opinione pubblica italiana esprime una certa preoccupazione per la concentrazione editoriale nelle mani di pochi grandi gruppi, anche a fronte dell’importanza di tutelare l’identità nazionale del sistema informativo. Non sorprende quindi che per 3 italiani su 4 sia importante conoscere chi c’è dietro alle informazioni che consultano, anche in virtù della rilevanza attribuita alla capacità dei media di prendere posizione ed avere una chiara linea politica e valoriale di riferimento. Per quanto l’approfondimento e il giornalismo d’inchiesta restino centrali per l’85% degli italiani, l’idea di un sistema dei media terzo e distaccato appare decisamente minoritaria, mentre prevale il desiderio di poter avere dei media identitari e capaci di generare coinvolgimento.
La solidità economica delle testate appare meno rilevante rispetto ai temi identitari, anche perché è un elemento generalmente riconosciuto ai player del settore. Al contrario credibilità e accuratezza dei media convincono solo il 49% degli italiani. Il giudizio sui mezzi di informazione risulta polarizzato in base all’orientamento politico, con un elettorato di opposizione più critico e insoddisfatto rispetto a quello di maggioranza. La richiesta chiara è quella di un giornalista attivo e non passivo, che sappia andare a caccia delle notizie, ma anche esprimere identità e coinvolgere i propri lettori. Un giornalismo sempre meno terzo e sempre più militante.




