Di Luca Franceschi
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Alessandro Urzì, deputato di Fratelli d’Italia, interviene con toni critici sulla situazione che coinvolge il presidente del Consiglio Meloni, definendo le ultime accuse rivolte alla premier come un momento di declino per il giornalismo che ritiene asservito a logiche di regime. Secondo il parlamentare, tale comportamento genera un sentimento composto di indignazione e smarrimento nei confronti di un modo di fare giornalistico che non risulta più indipendente.
Il deputato sottolinea come certi organi di stampa operino in maniera coordinata, muovendosi con una strategia organizzata volte a colpire l’avversario politico. A suo giudizio, questi media costruiscono narrazioni distorte e violente a partire da elementi minimi, come un semplice selfie, perseguendo l’obiettivo esplicito di danneggiare il governo, indebolirne la credibilità a livello internazionale e attaccare il capo dell’esecutivo.
Urzì evidenzia inoltre come i partiti di opposizione, fra cui il Movimento Cinque Stelle, i Verdi e parte del Partito democratico, agiscano di conseguenza, comportandosi come strumenti perfetti di questo meccanismo strutturato di diffamazione politica orchestrato dai media a suo avviso ostili al governo.
Il deputato esprime particolare indignazione per l’utilizzo improprio della qualifica giornalistica in chiave politica, dichiarando personalmente di possedere il tesserino di stampa. Critica duramente coloro che operano come pseudo-cronisti sfruttando il proprio status professionale per condurre attacchi politici di bassa lega. Conclude invitando questi personaggi a scendere in politica apertamente, a presentarsi come candidati alle elezioni e a entrare in Parlamento, mostrando apertamente il proprio volto invece di trincerarsi dietro la pretesa neutralità della loro qualifica professionale.
