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PROCURA REPUBBLICA – PRATO * «23ENNE CINESE AGLI ARRESTI DOMICILIARI, SEQUESTRATI 2 ORDIGNI ESPLOSIVI, 345 CARTUCCE E 1.649 MONETE CONTRAFFATTE»

Scritto da
21.39 - sabato 4 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Per la particolare rilevanza dei fatti sussiste specifico interesse alla divulgazione del seguente comunicato; interesse che si ravvisa nell’esigenza di rassicurare la collettività in ordine alla presenza delle istituzioni e alla loro capacità di assicurare tempestivi interventi repressivi, nel contrasto alla criminalità cinese e nell’individuazione delle responsabilità ipotizzabili in ambito istituzionale, nonché per assicurare una corretta informazione, tenuto conto di alcune notizie imprecise diffuse da alcuni organi di informazione.

In aderenza a quanto richiesto da quest’ufficio, il Giudice per le Indagini Preliminari di Prato ha applicato ordinanza di custodia cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Prato congiuntamente a quella dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per quattro volte alla settimana (il lunedì, il mercoledì, il venerdì e il sabato), nei confronti di una donna cinese di ventitré anni, per i delitti di detenzione di due ordigni esplosivi micidiali di produzione artigianale, riempiti di tondini di piombo, che costituiscono armi da guerra, e trecentoquarantacinque cartucce artigianali idonee all’impiego. La donna risulta essere in stato interessante e moglie dell’armiere tratto in arresto in via Curtatone, a Prato il 21 marzo scorso, attualmente sottoposto alla custodia cautelare in carcere. Gli esami effettuati hanno consentito di stabilire che tra il munizionamento vi erano cartucce idonee a essere impiegate nelle armi tattiche sequestrate nel laboratorio clandestino, quali le penne/pistola.

La persona destinataria delle due misure è risultata ospite di un soggetto cinese, legato al citato armiere, a sua volta posto agli arresti domiciliari per la detenzione di 1 seicentoquarantanove monete da due euro finemente contraffatte, proveniente dal fiorente mercato della contraffazione monetaria. Il rinvenimento degli ordigni e delle cartucce è stato possibile a seguito di plurimi decreti di perquisizione e sequestro emessi da quest’ufficio. L’iniziativa è stata generata dalla denuncia sporta il 31 marzo 2026 dalla ventitreenne nei confronti degli appartenenti alla Squadra Mobile di Prato della Polizia di Stato – che avevano proceduto alla perquisizione domiciliare il 21 marzo 2026 presso l’immobile, ubicato in Prato, in via Curtatone, n. 65, ove era stato individuato un laboratorio clandestino di armi e munizioni nella disponibilità del marito, un cittadino cinese – per essersi impossessati di un lingotto d’oro, con scritta in lingua cinese e un ideogramma danneggiato, pastiglie del tipo viagra, contenute in 70/80 blister da 5 pasticche cadauno, una borsa di marca Nike e una di marca Adidas e una telecamera pro go. La querelante ha aggiunto che, dopo la perquisizione del 21 marzo alla quale non era stata presente, era stata chiamata intorno alle ore 18,00 dello stesso giorno e invitata a recarsi negli uffici di Polizia. Nell’occasione, ha precisato che le erano stati restituiti due ulteriori lingotti d’oro falsi (che avrebbero dovuto essere utilizzati per commettere truffe) e alcune borse.

La perquisizione presso la donna ha consentito di rinvenire gli ordigni e le cartucce indicate, quella nei confronti dell’ispettore di individuare e sequestrare il materiale indicato come sottratto: un lingotto apparentemente d’oro, quattrocento pasticche di una sostanza indicata come similare al Viagra, con l’eccezione della telecamera, oggetti tutti rinvenuti riposti nell’ufficio dell’appartenente alla Squadra Mobile e nell’ufficio accanto. Tali oggetti non risultano essere stati riportati nel verbale di sequestro del 21 marzo 2026, allorché veniva trovato il laboratorio clandestino di cui si è detto. Gli esami tecnici in corso hanno consentito di stabilire che il lingotto è di cupro nichel, placato d’oro, costituito da 85% di rame, 10% di nichel, 3% di oro, 0,3% di zinco e 0,1 di stagno, di un valore stimabile in un range compreso tra i 50 e i 100 euro.

Quest’ufficio procede per il delitto di peculato nei confronti di un ispettore e di falso ideologico nei confronti di otto appartenenti alla Squadra Mobile. Si tratta di fatti gravi e le indagini sono proiettate a verificare le responsabilità eventualmente esistenti. In ogni caso va ribadito che la Squadra Mobile continua a essere ufficio investigativo di riferimento per la Procura di Prato, impegnata in importanti indagini, che necessita, come gli altri organi investigativi e la stessa Procura, di un innesto di personale per fronteggiare la minaccia criminale in continua espansione derivante dal territorio di competenza della Procura di Prato.

Le indagini in corso sono effettuate con il prezioso ausilio del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Prato e della stessa Squadra Mobile di Prato. Presunzione di non colpevolezza. Si rappresenta, in ogni caso, che la responsabilità delle persone destinatarie dovrà essere vagliata nelle successive fasi del procedimento. In virtù della presunzione di non colpevolezza, i medesimi potranno considerarsi colpevoli solo sulla base di una sentenza passata in giudicato.

Prato, 4 aprile 2026.

Il Procuratore della Repubblica

Luca Tescaroli

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