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FDI – FRATELLI D’ITALIA * CAMERA: «IMMIGRAZIONE, KELANY (FDL): “BASTA IPOCRISIE SUL SEPARATISMO ISLAMICO. GOVERNO MELONI INVERTE LA ROTTA: DIFENDIAMO IDENTITÀ E SICUREZZA DEGLI ITALIANI”»

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16.30 - giovedì 2 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Sara Kelany, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile immigrazione del partito, ha affrontato il tema del separatismo religioso durante la presentazione del rapporto della fondazione New Direction su “Immigrazione, islamizzazione e ascesa delle società parallele”. Nel suo intervento, la parlamentare ha sottolineato la necessità di affrontare apertamente una realtà che considera una minaccia per le fondamenta della civiltà occidentale. Secondo Kelany, per troppo tempo la classe politica ha evitato di confrontarsi con questo fenomeno, temendo di essere accusata di islamofobia o xenofobia, permettendo così la formazione di comunità dove la legge dello Stato viene sostituita dalla normativa religiosa.

L’esponente di Fratelli d’Italia ha analizzato i fallimenti delle politiche immigratorie europee, sottolineando come sia il modello multiculturale anglosassone che l’assimilazionismo francese non abbiano prodotto i risultati auspicati. Ha invece evidenziato come l’Italia possieda un “anticorpo naturale” rappresentato dalla propria identità radicata nei territori e nelle comunità locali. Tuttavia, Kelany ha avvertito che non si può abbassare la guardia: l’immigrazione massiccia e incontrollata degli ultimi dieci anni, secondo la sua valutazione, non rappresenterebbe una forma di accoglienza autentica, bensì una gestione irresponsabile che ha generato degrado nelle aree periferiche delle città.

Il governo Meloni, ha ribadito Kelany, sta traducendo in azioni concrete le proprie intenzioni politiche. È stato presentato in Parlamento un disegno di legge volto a contrastare il separatismo religioso, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza sui finanziamenti esteri destinati alle moschee e impedire infiltrazioni estremiste. La parlamentare ha dichiarato un’intolleranza assoluta nei confronti della predicazione dell’odio in territorio italiano e verso pratiche ritenute incompatibili con i principi costituzionali, quali il velo integrale, i matrimoni coatti e le verifiche della verginità.

Le operazioni denominate “Stazioni Sicure” e l’intervento dell’Esercito rappresentano, secondo Kelany, la dimostrazione che lo Stato ha recuperato autorità e capacità d’azione. La deputata ha tuttavia sottolineato che la responsabilità della sicurezza non ricade esclusivamente sulle istituzioni centrali: i sindaci hanno l’obbligo di collaborare attivamente e non possono trincerarsi dietro posizioni ideologiche. Infine, Kelany ha criticato l’atteggiamento dell’opposizione parlamentare, che sta ostacolando l’iter del Decreto Sicurezza con numerosi emendamenti, mentre il governo prosegue nella sua agenda volta a difendere i confini nazionali, l’ordinamento giuridico e le libertà dei cittadini.

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