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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, M.RICCIARDI (M5S): “GOVERNO VARA AUTONOMIA SENZA LEGGE, SSN A RISCHIO”»

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11.02 - giovedì 2 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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**Il Movimento 5 Stelle denuncia l’autonomia sanitaria differenziata: rischio per l’unità del sistema nazionale**

Mentre l’attenzione mediatica si concentra sulla crisi iraniana, sui problemi economici italiani e sui casi giudiziari che coinvolgono l’esecutivo, il governo sta procedendo silenziosamente verso una trasformazione radicale del sistema sanitario nazionale. Questo l’allarme lanciato dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali alla Camera.

La preoccupazione riguarda il fatto che non si stiano affrontando le vere emergenze della sanità pubblica, come l’aumento del numero di medici di base, l’incremento dei posti letto ospedalieri o l’assunzione di maggiore personale nei pronto soccorso.

Al contrario, diverse regioni settentrionali stanno negoziando con Roma per ottenere maggiore autonomia gestionale in ambito sanitario. Questa mossa potrebbe introdurre per la prima volta nella storia repubblicana un cambiamento epocale: la differenziazione territoriale dei rimborsi per le prestazioni sanitarie.

Il meccanismo prospettato prevede che uno stesso intervento chirurgico, visita specialistica o prestazione medica venga rimborsato diversamente dal sistema pubblico a seconda della regione dove viene eseguito. Ciò significa che le strutture sanitarie troveranno più conveniente operare nei territori dove i rimborsi sono più elevati.

Le conseguenze di questo sistema potrebbero essere devastanti per l’equilibrio territoriale. Nel lungo periodo, strutture sanitarie e investimenti si concentrerebbero nelle aree con tariffe più vantaggiose, accentuando ulteriormente la migrazione sanitaria dal Meridione verso il Settentrione.

Le strutture del Mezzogiorno ridurrebbero progressivamente gli investimenti in attrezzature, materiali e formazione del personale, mentre crescerebbe il debito delle regioni meridionali verso quelle settentrionali per le prestazioni erogate fuori territorio. Questo circolo vizioso renderebbe sempre più difficile colmare il divario sanitario esistente.

Per contrastare questa deriva è stata presentata un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute, con l’obiettivo di bloccare quello che viene definito un processo che comprometterebbe gravemente e irreversibilmente l’unità del Servizio sanitario nazionale.

Il rischio paventato è la creazione di un sistema diseguale e competitivo tra territori, dove il diritto costituzionale alla salute garantito dall’articolo 32 della Costituzione finirebbe per essere subordinato alle capacità economiche e organizzative delle singole Regioni, minando così uno dei pilastri fondamentali dello Stato sociale italiano.

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