Di Luca Franceschi
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Secondo Sandro Ruotolo, membro della segreteria nazionale del Pd, l’Europa si trova di fronte a un colpevole silenzio generalizzato. Non solo il continente rimane immobile di fronte alla crisi migratoria, ma compie passi indietro significativi: vota misure di deportazione, smantella il diritto d’asilo e tradisce i principi fondamentali su cui è stata costruita, perdendo in questo modo la sua umanità. Nel frattempo, il resto della comunità internazionale assiste in silenzio alle tragedie che continuano a ripetersi nelle acque del Mediterraneo.
La situazione raggiunge livelli drammatici con la morte di 19 migranti, uomini e donne, periti assiderati nelle acque gelide del Mediterraneo. Questo bilancio tragico grava pesantemente sulla coscienza di un governo che ha implementato politiche controverse, tra cui lo smantellamento del principio del soccorso in mare e la criminalizzazione di coloro che intervengono per salvare vite umane. Queste scelte hanno trasformato il mare in una frontiera della morte.
A seguito di questo naufragio, 58 superstiti sono stati soccorsi e sbarcati a Lampedusa. Nello stesso periodo, altre 18 persone hanno perso la vita nelle acque dell’Egeo, aggiungendo ulteriore peso alla tragedia.
Ruotolo pone interrogativi urgenti sulla strada da intraprendere: quando l’Europa tornerà a dare priorità alla protezione delle vite umane in mare? E soprattutto, quando verranno aperti canali legali, regolari e sicuri per le migrazioni?
