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ATTOLINI (AVS – CONSIGLIO COMUNALE / TRENTO) * RELAZIONI CON ISRAELE: «INTERDIZIONE ALLA VENDITA FARMACI “TEVA“ NELLE FARMACIE COMUNALI, FINALMENTE IL TEMA È STATO AFFRONTATO»

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16.47 - mercoledì 1 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Ieri è stato presentato in aula un Ordine del Giorno delle consigliere di Onda che chiedeva l’interdizione alla vendita dei farmaci Teva nelle farmacie comunali.
Alleanza Verdi e Sinistra ha dato parere favorevole, ben contenta che finalmente il tema fosse affrontato e risolto.

Le minoranze non hanno perso occasione per prendere di mira la maggioranza che a loro detta non avrebbero preso posizione sul tema, lasciandolo alle minoranze.

Come ho detto in aula, però, esiste una determinazione della Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite (19 luglio 2024) che impegna le istituzioni a “ rivedere le proprie relazioni economiche, politiche, accademiche, sociali e culturali con lo Stato di Israele,…” perché gli atti simbolici valgono ben al di là dell’effettivo valore economico quando ci tolgono dalle complicità con un genocidio.

Sulla base di questa determinazione, il 28 luglio 2025 avevo presentato una Domanda di attualità in cui proponevo che si chiedesse alle Farmacie Comunali di Trento di sospendere acquisto e vendita di prodotti di aziende israeliane o a capitale israeliano, per sostituirli con altri alternativi, o, almeno, di esporre manifesti in cui proporre, a chi acquista, la scelta tra le possibili alternative. Sottolineavo che questa decisione, se resa nota, avrebbe potuto essere di stimolo per Fondazione Bruno Kessler e Università di Trento a cessare le collaborazioni economiche con lo stato di Israele e per SAIT coop, Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine, a interrompere la vendita di prodotti israeliani.

Il 25 luglio poi, come prima firmataria avevo presentato, con altri consiglieri di maggioranza, una Proposta di emendamento al testo della Mozione n. 26/2025, con oggetto “Tragedia umanitaria a Gaza” in cui ancora chiedevamo di:

1. interrompere ogni forma di relazione istituzionale con i rappresentanti del Governo israeliano e con Enti e Istituzioni direttamente riconducibili allo stato israeliano fino a che il rispetto del diritto internazionale non venga ripristinato;

2. rivolgere l’invito alle società ed enti partecipati dal Comune di Trento di valutare l’interruzione di accordi e scambi commerciali con imprese israeliane e l’adesione, laddove possibile, a campagne di boicottaggio di prodotti realizzati da aziende israeliane o a capitale israeliano, con la sola esclusione di prodotti e/o presidi che necessitino di prescrizione medica

4. coinvolgere ANCI, nel sostenere, presso le province, regioni, governo, l’adozione di restrizioni agli accordi istituzionali per lo studio, la cultura, la ricerca, gli scambi commerciali e tecnologici verso Università e Imprese israeliane e sostenere queste richieste presso Province, Regioni e Governo.

Purtroppo le valutazioni promesse alla mia domanda non erano mai giunte a termine e l’emendamento non è mai stato discusso perché anche la mozione sulla Palestina è ancora ferma al palo dal 23 giugno scorso. Ben venga quindi l’approvazione dell’ordine del giorno che va incontro alle richieste presentate da AVS già a giugno.

*

Renata Attolini, consigliera comunale di Alleanza Verdi e Sinistra.

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