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KASWALDER (CONSIGLIO PAT/PATT) * DOLOMITI ENERGIA: «PATRIMONIO DA BLINDARE, MA SERVE UNA SVOLTA SUGLI INVESTIMENTI. IL NODO DELLE CONCESSIONI 2029 IMPONE IL MODELLO IN-HOUSE O UNA NUOVA SOCIETÀ PUBBLICA.

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14.27 - mercoledì 1 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dolomiti Energia: un patrimonio da blindare, ma serve una svolta sugli investimenti. Il nodo delle concessioni 2029 impone il modello in-house o una nuova società pubblica.

I risultati positivi che emergono dagli ultimi dati relativi alla società Dolomiti Energia Holding S.p.A. rappresentano sicuramente una notizia di alto valore per tutto il territorio trentino, confermando come la società sia un pilastro industriale sano, competitivo e capace di generare valore reale.

Tuttavia, questa solidità finanziaria non deve diventare un velo che nasconde le criticità gestionali specialmente per quanto riguarda lo stato delle infrastrutture idroelettriche. Nonostante l’ampia disponibilità di risorse e i dividendi generati anche verso i privati, si registra infatti una mancanza di investimenti strutturali volti all’ammodernamento, al potenziamento e all’efficientamento degli impianti esistenti in Trentino, che sono il volano dell’intera società. Molte delle opere che captano e trasformano la nostra energia mostrano i segni del tempo, trascurando quei grandi interventi di miglioramento tecnologico e strutturale necessari per affrontare le sfide del cambiamento climatico e per massimizzare la resa della risorsa idrica.

Si rende ancora più urgente affrontare il tema della scadenza delle grandi concessioni idroelettriche prevista per il 2029. Il rischio concreto è che, arrivando a quella data con impianti non pienamente all’avanguardia e in assenza di una strategia societaria chiara, l’asset più prezioso del Trentino possa finire frammentato o alienato attraverso logiche di mercato impersonali che non garantiscono la tutela del nostro territorio.

Per evitare che venga tolta dal controllo locale, è fondamentale avviare immediatamente un percorso di riorganizzazione che metta al riparo la questione dalle incertezze delle gare europee. A22 ci deve insegnare che la strada maestra per garantire la continuità gestionale e un piano massiccio di investimenti sulle reti, sulle dighe e sulle turbine passa attraverso l’evoluzione di Dolomiti Energia Holding S.p.A. verso un modello di gestione in-house, capace di soddisfare i requisiti normativi del controllo analogo da parte dei soci pubblici.

In alternativa, qualora l’attuale assetto societario non permettesse una transizione rapida e coerente con le necessità della nostra autonomia, occorre valutare seriamente la costituzione di una nuova realtà societaria interamente pubblica, dedicata specificamente alla gestione delle grandi, medie e piccole derivazioni e al rilancio infrastrutturale del comparto.

Attraverso la gestione diretta orientata al bene comune, sottratta alle dinamiche puramente speculative, sarà possibile assicurare che i dividendi generati dall’energia trentina tornino sul territorio sotto forma di impianti moderni, sicuri e performanti. Questa è l’unica via per garantire nel lungo periodo tariffe eque per le famiglie e le imprese, assicurando al contempo le risorse necessarie per la tutela idrogeologica delle nostre valli e sviluppando percorsi innovativi che portino impianti di piccola entità in tutte le valli trentine.

La politica ha il dovere di agire ora, trasformando l’attuale successo contabile di Dolomiti Energia Holding S.p.A. nel motore di un rinnovamento strutturale che protegga la nostra sovranità energetica ben oltre la soglia del 2029.

 

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Walter Kaswalder

Consiglio Provincia autonoma Trento (Gruppo Patt)

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