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SEGNANA (LEGA) * TRENTO: «LA SICUREZZA NON È UN’OPINIONE, IL SINDACO IANESELLI SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITÀ»

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14.54 - martedì 31 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Segnana (Lega): “La sicurezza non è un’opinione: il sindaco si assuma le sue responsabilità”. Le parole del sindaco Ianeselli sulla sicurezza a Trento mettono in luce, ancora una volta, tutta l’incoerenza di un approccio ideologico che oscilla tra dichiarazioni di principio e difficoltà ad assumere decisioni conseguenti.

Da un lato il sindaco riconosce con chiarezza la gravità della situazione, parlando apertamente di scontri tra pusher e affermando che “bisogna arrestare le persone e chi può essere rimpatriato deve essere rimpatriato”, definendo il tutto “inaccettabile”. Una presa di posizione netta, che non può che essere condivisa. Il problema è che, a queste parole, non sembrano seguire scelte politiche altrettanto chiare e coerenti.

Se davvero quanto accade è inaccettabile, allora è necessario dotarsi degli strumenti per intervenire in modo efficace. Tra questi ci sono i CPR, i centri per il rimpatrio, che rappresentano oggi l’unico strumento concreto per rendere effettive espulsioni che troppo spesso restano solo sulla carta.

Colpisce inoltre la contraddizione tra il riconoscere una “cattiva gestione dell’accoglienza” e il continuare a difendere un modello che, nei fatti, ha mostrato evidenti limiti. Non si può denunciare un problema e, allo stesso tempo, sottrarsi al confronto sulle soluzioni necessarie per affrontarlo in modo strutturale.

Allo stesso modo, appare riduttivo pensare che la risposta possa essere affidata a un invito ai cittadini a frequentare i locali. La sicurezza non si costruisce con appelli simbolici, ma attraverso scelte politiche concrete, capaci di incidere realmente sul territorio.
In questo quadro, sorprende anche l’idea che la soluzione possa limitarsi all’intensificazione dei controlli delle forze dell’ordine. A loro va il massimo rispetto per il lavoro che svolgono quotidianamente, ma non si può continuare a scaricare esclusivamente su di esse il peso della sicurezza.

Senza strumenti adeguati, anche l’azione repressiva rischia di essere temporanea e poco efficace. Continuare a sostenere che “bisogna arrestare e rimpatriare” senza mettere in campo le condizioni per farlo significa, di fatto, lasciare sole le forze dell’ordine e i cittadini. Ed è proprio questa la contraddizione che oggi il sindaco è chiamato a chiarire, vista anche l’imminente riunione del Comitato per l’Ordine pubblico. La sicurezza, infatti, è soprattutto prevenzione, e non solo repressione, per un buon governo del territorio. Ed è su questo terreno che oggi servono scelte chiare, coerenti e concrete.

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Consigliera provinciale Stefania Segnana

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