(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Per la particolare rilevanza dei fatti sussiste specifico interesse alla divulgazione del
seguente comunicato; interesse che si ravvisa nell’esigenza di rassicurare la
collettività in ordine alla presenza delle istituzioni e alla loro capacità di assicurare
tempestivi interventi repressivi, nel contrasto alla criminalità cinese.
In aderenza a quanto richiesto da quest’ufficio, il Giudice per le Indagini Preliminari
di Prato ha applicato ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, con
applicazione del braccialetto elettronico, presso il domicilio, nei confronti di una
donna cinese di cinquantuno anni, amministratore unico di una società a
responsabilità, con sede in Prato, in via Chemnitz, n. 19/4, in fase di liquidazione
giudiziaria, e dell’amministratore di fatto della medesima impresa, un cittadino cinese
di cinquantadue anni. Entrambi sono accusati del reato di bancarotta fraudolenta
distrattiva, per aver sottratto al sequestro giudiziale in essere, circa diecimila capi
d’abbigliamento riconducibili a produzioni “Fast Fashion” di qualità superiore a
quella abitualmente prodotta nel polo industriale tessile pratese, muniti di un marchio
diffuso e conosciuto nel mercato. In particolare, dopo non avere consegnato le
scritture contabili e aver infranto i sigilli, a più riprese (l’8 gennaio 2026 e il 16
gennaio 2026) mentre era in corso una procedura concorsuale derivante dalla
contestazione di reati di bancarotta fraudolenta, hanno fatto ingresso nei magazzini
ove detto ingente quantitativo di merce era conservato a disposizione della massa dei
creditori e lo hanno sottratto nella prospettiva di continuare l’attività e di reimmettere
clandestinamente la merce nel mercato. I due imprenditori sono risultati gestire
promiscuamente detta società con altra ditta individuale in una logica di
massimizzazione del profitto e le misure cautelari sono state applicate, dopo aver
interrogato i due imprenditori.
Le due misure cautelari sono state eseguite dagli appartenenti al Gruppo del
Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Prato.
Si autorizza la divulgazione delle immagini predisposte dalla polizia giudiziaria
afferenti alla merce sottratta.
Presunzione di non colpevolezza.
Si rappresenta, in ogni caso, che la responsabilità delle persone destinatarie dovrà
essere vagliata nelle successive fasi del procedimento. In virtù della presunzione di
non colpevolezza, i medesimi potranno considerarsi colpevoli solo sulla base di una
sentenza passata in giudicato.
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Prato, 29 marzo 2026.
Il Procuratore della Repubblica
Luca Tescaroli
