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SMI TRENTINO * CASE DI COMUNITÀ: «NON DIVENTINO FORESTERIE, COSÌ SONO LONTANE DALLA REALTÀ»

Scritto da
16.18 - giovedì 26 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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(Foto realizzata tramite l’Intelligenza artificiale)

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In relazione alle dichiarazioni a mezzo stampa di oggi, dell’Assessore Tonina, laddove auspica Case di di Comunità come future foresterie, vedi Riva del Garda, non abbiamo ben capito di cosa sta parlando. Se per Casa di Comunità intende quanto previsto dal DM 77 e Pnrr, la stessa gestione con cui Asuit ha inserito, in quella di Ala e di Rovereto, medici privati a fingere di fare i medici di medicina generale, senza alcun concorso pubblico né titolo per accedere alla medicina generale, supportati da un ricettario del sistema sanitario nazionale per il quale è autorizzato ogni professionista medico convenzionato, accreditato, dipendente, tranne i privati, siamo lontano miliardi luce dalla realtà.

E ne facciamo talmente a meno che nessuno dei 330 medici trentini attuali hanno accettato di andarci a lavorare.

Le determine autorizzative aziendali ai medici privati, infatti, rendono il nostro lavoro carta straccia, ad iniziare dai formandi della Scuola di Formazione specifica in medicina generale per arrivare all’ultimo dei nostri professionisti che per anni hanno amato questo lavoro correttamente gestito dall’allora APSS.Se oggi si favoriscono le posizioni di chi non si attiene al regolamento di AFT e all’acp vigente, pensando ogni mese di cambiare l’accordo firmato in agosto dell’anno scorso, e le regole, rimandiamo al mittente ogni proposta.Rimarremmo dove siamo sempre stati: in prossimità dei nostri ammalati e in ogni Comune del nostro Trentino.

Se con le Casa di Comunità Tonina intende invece “dare risposte per sgravare il pronto soccorso dal costante afflusso che sappiamo bene esserci” , gli ricordiamo che da due anni la Provincia tiene fermi 250.000 euro firmati con un accordo aziendale affinché i medici di medicina generale potessero dare una mano ai pochi dirigenti ospedalieri impegnati nei pronto soccorsi a risolvere i codici rossi più che impegnarsi su quelli bianchi.

E non ci risulta essere stato attivato neppure il sistema del 116117 e della Centrale Operativa che doveva avere, nei medici di medicina a ruolo unico, un perno centrale di organizzazione e formazione.In attesa che da Piazzale Orsi , la guardia medica venga spostata addirittura in Viale Verona, alla periferia sud,lasciando l’intera città senza un punto vicino ai fragili, i non autosufficienti, gli anziani. Ci andranno in bus da maggio?

Se queste notizie sono il futuro radioso della Casa di Comunità, tenuto presente che hanno appena inaugurato a Pozza di Fassa una Casa senza alcun medico di famiglia che intenda lavorarci, avvisiamo Tonina, Asuit e soprattutto il Dipartimento salute della Provincia, che fa pressione su SMI cercando di imporre contratti arzigogolati quando non hanno ancora messo in pratica quello del 4 agosto 2025 che la pazienza è quasi esaurita.

Siamo stanchi di norme illegittime e prevaricazioni ai danni dei nostri medici se non addirittura di pressioni indebite sullo stesso sindacato.

Pertanto, il 30 di questo mese, andremo in Assessorato, in delegazione trattante, solamente per avvisare che, fino a quando non vedremo rispettati i diritti dei medici di medicina generale; e non vedremo onorato il contratto firmato al 4 agosto 2025, SMI non intende prestare il gioco né a Case di Comunità trasformate in ostelli che non ci riguardano; né  a modelli privati di medicina generale diversa da quanto previsto dall’accordo collettivo nazionale, né a nuovi articoli contrattuali già trattati. Il Commissario indipendente per il Pnrr è avvisato.

*

Dottor. Nicola Paoli

SMI Trentino

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